venerdì 6 dicembre 2019

Extra-ordinary you - E se non fossi la protagonista della tua storia?

Buongiorno a tutti e benvenuti, oggi parliamo di uno degli ultimi drama visti, Extra-ordinary you, un drama molto particolare che non vedevo l'ora di guardare, infatti l'ho divorato in pochissimo tempo.

 

Trama

E se scopriste di non essere i protagonisti della vostra storia, ma sono personaggi di un fumetto controllati da un'autrice poco originale, voi cosa fareste?
Eun Dan Oh decide di prendere in mano il suo destino e di cambiare la trama della storia per controllare il corso della sua storia. Cosa succede, però, quando per cambiare qualcosa perdi completamente il controllo del corso degli eventi e potresti perdere le persone che ami? La scelta sarà dura, ma Dan Oh è determinata a fare tutto il possibile per avere il suo lieto fine. 
 
Commento
 
Extra-ordinary you era uno dei drama che attendevo maggiormente, soprattutto dopo la delusione di W, che ho droppato a pochi episodi dall'inizio. 
La trama mi attirava molto e sapevo che sarebbe potuta essere o una serie molto bella e ben fatta o uno dei flop più eclatanti di quest'anno. 
 
Le vicende si sviluppano su diversi piani narrativi e, man mano che si va avanti, le dinamiche diventano sempre più complesse ed intrecciate, creando una serie di sottotrame che mi hanno tenuta incollata allo schermo. Mi è piaciuto molto il modo in cui si è scelto di sviluppare le vicende, realizzando un drama completamente incentrato sul mondo dei fumetti e con al suo interno una serie di dinamiche che hanno messo in discussione le basi stesse del fumetto romantico tradizionale, oltre che del drama romantico.
La cosa più bella e meglio riuscita è, a mio parere, l'alternanza tra lo script del fumetto e quella che viene chiamata "shadow", in cui i personaggi si muovono liberamente, ma della quale non ricordano nulla a meo che non siano consapevoli di loro stessi. 
Vi sono delle scene riuscite benissimo in cui questa alternanza viene utilizzata per smontare completamente alcuni dei clichè più famosi dei drama e degli shoujo, sono scene in cui la recitazione dei personaggi, e soprattutto della protagonista, sono fondamentali e riescono a dare l'idea dell'alternanza tra ciò che è fissato e ciò che non lo è. 
 
 A mio parere il drama viene retto completamente sulla figura della protagonista, interpretata da Kim Hye Yoon, la quale con la sua recitazione strabiliante riesce a farci ridere a crepapelle, commuoverci e provare tutte le emozioni che sta provando. La sua recitazione è estremamente realistica e ci sono delle scene in cui è impossibile non notare la sua bravura. Il suo personaggio è molto controverso, nel senso che potrebbe risultato spocchioso e odioso, ma secondo me ci sta come figura, in quanto nel corso del tempo si trasforma da figura secondaria in antieroina e poi in un'eroina vera e propria.
Bravi anche Lee Jae Wook, che interpreta Baek Kyung, e Jung Gon Joon, che interpreta Lee Do Hwa. Mi è piaciuto meno, ma comunque ho apprezzato la sua recitazione in alcuni punti, Ro Woon, che interpreta Haru, in quanto la sua espressività è molto limitata e molto spesso mi è sembrato troppo statico.  Nel complesso, però, nonostante nel cast appaiano tante facce nuove e alle prime armi, mi sono piaciuti un po' tutti, soprattutto considerando che è un drama davvero molto complicato, soprattutto dal punto di vista recitativo.
 
Nel complesso l'ho trovato un drama ben riuscito e ben recitato, una storia particolare e molto complessa, perfetta per chi cerca qualcosa di diverso dal solito drama romantico tradizionale che siamo tutti un po' abituati a guardare! 
Io sicuramente lo inserirò tra i miei preferiti dell'anno, ma infondo tutti sappiamo che ho un debole per questi drama anticovenzionali e, soprattutto, scolastici. 
 
Cosa ne pensate? Lo avete guardato o avete intenzione di recuperarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

martedì 3 dicembre 2019

Bloom into you di Nio Nakatani - First Impression

Buongiorno lettori e benvenuti, oggi parliamo del primo volume di Bloom into you di Nio Nakatani, uno yuri composto da otto volumi, completi in patria e in pubblicazione in Italia per Jpop manga (al prezzo di 6.50 euro in versione cartacea con sovraccoperta - potete acquistarlo QUI).




Toko Nanami, senpai del consiglio studentesco, è nota per aver rifiutato tutti coloro che le si sono dichiarati. Grande è quindi la sorpresa del a matricola Yu Koito, quando si sente rivolgere proprio da Toko le parole: "Potrei innamorarmi di te."

Era da tempo che volevo recuperare Bloom into you, un po' perchè ero curiosa riguardo questa storia che tutti stanno amando, un po' perchè non avevo mai letto yuri e questo è uno dei pochi che so essere stati pubblicati in Italia, quindi un motivo in più per recuperarlo.

La storia è quella di Nanami e Koito, rispettivamente una ragazza del secondo anno ed un al primo di liceo. Le due si incontrano per caso quando Koito viene incaricata di aiutare il comitato studentesco ad organizzare un evento. Le due si dimostrano subito molto affini, soprattutto perchè entrambi non sono mai state innamorate e non credono di poterlo essere. 

E' una storia molto semplice, uno shoujo davvero molto convenzionale, ma che assume un carattere completamente diverso non appena si entra nella storia. Il primo volume è molto intenso, ci sono numerose situazioni che si sviluppano e che troveranno, spero, un compimento nei prossimi volumi. La cosa interessante della trama è il modo in cui l'autrice ha deciso di sviluppare il rapporto tra le due protagoniste, apparentemente molto simili tra loro a livello psicologico, ma che ben presto si ritroveranno in due situazioni completamente opposte, le quali implicheranno conseguenze che andranno a cambiare il loro rapporto e quello con coloro che li circondano. 

Di questo primo volume mi è piaciuta molto l'analisi che viene fatta, seppure in maniera superficiale, visto che stiamo parlando di un primo volume, della psicologia delle due protagoniste, soprattutto di Koito, un personaggi che mi è risultato sin dalla prima pagina molto intrigante. 
Nanami è, invece, un personaggio all'apparenza molto stereotipato, come se ne vedono spesso negli shoujo o negli anime (vedi Rascal does not dream about bunny girl senpai), ma che spero diventerà più interessante man mano che verrà approfondito il suo personaggio nei prossimi volumi. 

Le tavole sono magnifiche e sono anche il principale motivo per il quale mi sono convinta a comprare il manga. Amo questo stile nel disegno dei personaggi, molto simile a quelli utilizzati nelle animazioni degli anime e con questo tipo di storia lo trovo molto calzante. Le tavole sono, a mio parere, la cosa migliore dell'intero volume, perchè donano profondità e dolcezza alla storia, che di per sè è ancora molto basica e usuale. 

Insomma, un primo volume che mi ha convinta, quindi penso che continuerò la serie, visto che è anche quasi completa in Italia. Vi terrò aggiornati man mano che recupererò gli altri volumi e nel frattempo ve lo consiglio, soprattutto se amate le storie d'amore che vi fanno battere il cuore e gli slow burn, perchè questo lo è senza dubbio. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

lunedì 2 dicembre 2019

Abigail di Magda Szabò - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di Abigail di Magda Szabò, edito Edizioni Anfora (al prezzo di 18.00 euro in versione cartacea - potete acquistarlo QUI).

 

Seconda guerra mondiale: un generale dell'esercito ungherese, vedovo, segretamente nelle liste di coloro che non desiderano il conflitto, decide di proteggere l'unica figlia inserendola in un isolato collegio. Comincia per Georgina Vitay un duro percorso formativo tra le mura dell'austero istituto dalle rigide regole, verso una crescita che la porterà a vedere la realtà sotto la superficie, tra conflitti con le compagne, ribellioni, insofferenza verso gli insegnanti. La osservano la misteriosa Abigail, una statua che pare avere misteriosi poteri, ed il segreto protettore inserito nel collegio dal padre che la veglia in incognito. Seconda edizione con un saggio inedito inserito nella Postfazione, scritto da Magda Szabó, sulla genesi del romanzo.  

Era da tempo che volevo recuperare qualcosa della Szabò, un'autrice ungherese che negli ultimi anni è divenuta sempre più conosciuta in Italia e che è riuscita a conquistare moltissimi lettori. La mia curiosità riguardo i suoi romanzi e la sua scrittura era così forte che ho deciso di recuperare Abigail, pubblicato un paio di anni fa in Italia e romanzo che un po' tutti consigliano di leggere tra i suoi. 

La storia che ci viene raccontata ha come sfondo l'ungheria della seconda guerra mondiale, un paese flagellato da una guerra che sin dall'inizio era stata persa, ma che le aspirazioni nazionaliste e le bugie del governo avevano voluto portare avanti senza cura nei confronti delle perdite umane. 
Seguiamo le vicende di Georgina Vitay, figlia di un generale dell'esercito ungherese costretta, da un giorno all'altro all'inizio della guerra, ad andare in collegio in un posto remoto del paese, Arkord, una piccola cittadina cattolica fatta di palazzine bianche e poche vie tutte uguali. Georgina si sentirà un pesce fuor d'acqua nell'ambiente dell'istituto all'interno del quale viene portata, ma circostanze a lei sconosciute non le permettono di tornare a casa e la sua unica consolazione è sapere che un misterioso individuo aiuta le ragazze dell'istituto nascondendosi dietro l'identità di Abigail, la ragazza la cui statua è al centro del giardino della scuola. 

Non avevo grandi aspettative riguardo questo romanzo, ma la Szabò è riuscita a sorprendermi con la trama che è riuscita ad intessere intorno ai pochi elementi che ci vengono spiegati nella sinossi. La storia di Georgina Vitay nasconde una serie di trame e sottotrame che man mano che si procede con la lettura vengono svelate al lettore, il quale non può fare altro che continuare a leggere, catturato dalla storia e dallo stile fluido e scorrevole della Szabò. 
La storia è resa interessante e dinamica da diversi misteri che l'autrice inserisce durante la narrazione e che riesce a gestire in maniera geniale, portandoci a scoprire man mano nuovi aspetti di questa storia che, alla fine, racconta di guerra e sofferenze attraverso le vite di un gruppo di ragazze chiuse all'interno di un istituto cattolico molto rigido ed estremamente selettivo. 

I personaggi sono moltissimi, alcuni solo citati, altri sviluppati in maniera più approfondita, anche se la protagonista del romanzo è Georgina, la quale racconta la storia da narratore onniscente, in quanto ci spiega cos'è successo durante i suoi anni all'istituto come se stesse condividendo i suoi ricodi di quel periodo con un diario o con una cara amica. Questa scelta narrativa mi è piaciuta molto, soprattutto perchè così abbiamo l'occasione di consocere non solo i sentimenti di Georgina al tempo della guerra, ma anche le sue sensazioni successive e le sue impressioni alla luce delle verità scoperte in seguito agli avvenimenti. 
Tra gli altri personaggi mi hanno colpito Koning, l'uomo che in assoluto Gina ha odiato maggiormente durante la sua permanenza all'istituto e Szusanna, una donna che nel suo piccolo ha saputo rendere la permanenza di Gina più piacevole, nonostante il suo essere rigita e intransigente.

Insomma, un primo approccio alla letteratura ungherese davvero positivo, quindi adesso voglio recuperare gli altri testi della Szabò al più presto!
Ve lo consiglio, soprattutto se amate i romanzi ambientati nel passato, soprattutto durante la guerra, e se volete scoprire un altra faccia della letteratura europera novecentesca, un lato più nascosto, ma sicuramente meritevole di ricevere attenzioni, credetemi.

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

mercoledì 20 novembre 2019

Roma sarà distrutta in un giorno di Roberto Recchioni - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di Roma sarà distrutta in un giorno di Roberto Recchioni, edito Feltrinelli editore (al prezzo di 16.00 euro in cartaceo e di 7.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ).

 

Cinque del mattino, sul litorale di Ostia. Un gigantesco mostro, alto più di cento metri, emerge dal mare. E avanza verso la città, cominciando a devastarla. Mentre questa catastrofe si abbatte su Roma, alcuni personaggi vedono la propria vita cambiare. Come si affronta l'apocalisse, a livello personale? Si incrociano le storie e i destini di un ragazzino senegalese, di una pendolare di mezza età, della sindachessa in vacanza, di un ragazzotto di Roma sud che vorrebbe solo restare sbracato sul divano... e, tra gli altri, perfino di qualcuno molto importante, che risiede a San Pietro.

Roma sarà distrutta in un giorno è il secondo fumetto che leggo di Roberto Recchioni e mi è sin da subito saltato agli occhi il suo modo di raccontare storie con un significato. 

Questo fumetto, opera autoconclusiva all'interno della quale vi è un mostro che brucia progressivamente Roma e le zone circostanti, è una chiara critica alla società italiana, alla politica italiana e al modo in cui le catastrofi vengono affrontate in un paese in cui ognuno pensa al proprio benessere, anche chi ci dovrebbe rappresentare, anzi, soprattutto loro. 

Attraverso la storia di Nerone, così viene soprannominato il mostro che in poche ore da alle fiamme la capitale italiana, ci vengono presentati diversi tipi di comportamenti standard adottati da noi umani durante le catastrofi. Da chi decide di rimanere con chi ama fino alla fine a chi non crede che la tragedia possa colpirlo, fino ad arrivare alle reazioni dei nostri rappresentanti di stato, molto spesso rappresentati in maniera surreale e in situazioni ironiche, ma terribilmente veritiere. 

Quella di Recchioni è sicuramente un'opera ironica e, soprattutto, scomoda, in quanto mette in evidenza tutto ciò che di sbagliato vi è all'interno della nostra società. E' un fumetto particolare, che va letto con occhio attento e molto critico e che va analizzato al di là di quello che è il suo contenuto meramente grafico. 

La storia ci viene presentata a livello grafico come una sorta di telecronaca, infatti, vi sono, all'inizio di ogni capitolo, una cartina con il percorso del mostro, l'ora e il luogo che andrà a colpire all'interno del capitolo. Ad accompagnare questa serie di informazioni, la telecronaca live del telegiornale nazionale, il quale diventa il mezzo per convenire con ironia i comportamenti dei politici italiani dinanzi alla notizia. 

Insomma, un fumetto estremamente attuale, sopratutto visti gli accadimenti degli ultimi giorni, e che vi consiglio vivamente di recuperare se cercate un fumetto che parli di attualità con condizione di causa, ma anche un testo d'intrattenimento ben fatto. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

giovedì 14 novembre 2019

Un'estate con la strega dell'ovest di Kaho Nashiki - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di Un'estate con la strega dell'ovest di Kaho Nashiki, edito Feltrinelli Editore (al prezzo di 12.00 euro in cartaceo e di 8.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ). 

 

Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla a stare dalla nonna per un po', in una bella casetta nella campagna giapponese sul limitare dei monti. La nonna è una signora inglese ormai vedova, arrivata in Giappone molti anni prima e rimasta lì per amore. Sia Mai che la madre si riferiscono a lei come la "Strega dell'Ovest", ma nel momento in cui la nonna le rivela di possedere realmente dei poteri magici, Mai rimane incredula e diffidente. Quando però le propone di affrontare il duro addestramento da strega, accetta senza esitazioni. Immerse nella natura incontaminata del Giappone più remoto, nonna e nipote passano insieme settimane meravigliose in raccoglimento, lontane dalla frenesia della vita di città, a lavorare nell'orto, raccogliere erbe selvatiche e cucinare, oltre a dedicarsi, naturalmente, a quelli che sono, secondo la nonna, i rudimenti di base per una giovane strega. A questa storia catartica e rivelatrice, negli anni, l'autrice ha voluto aggiungere tre brevi racconti che ne riprendono i personaggi e l'ambientazione e che proponiamo fedelmente nella presente edizione.

Un'estate con la strega dell'ovest è un breve romanzo che parla di crescita e di cambiamento. E' una storia che parla di consapevolezza e di come staccare dal mondo esterno, molto spesso, sia necessario per ritrovare la nostra strada. 

Mai è una tredicenne che odia andare a scuola e i suoi genitori, preoccupati da questa suo comportamento, decidono di affidarla alle amabili cure della nonna, una donna inglese che ha imparato ad adattarsi alla cultura giapponese e che vive in una casa di campagna tutta sola. Mai passerà con lei l'estate e riuscirà, attraverso le sue cure e i suoi insegnamenti, a cambiare il suo punto di vista e a curare il suo animo un po' alla volta. 

Quella che ci racconta Kaho Nashiki è una storia piena di emozioni e insegnamenti che mi ha lasciato una serie di spunti di riflessione importanti per affrontare la vita di tutti i giorni senza farsi travolgere dagli avvenimenti. Mai è una ragazza fragile e senza determinazione e questo sua nonna lo ha capito sin da subito, per questo le impartisce una serie di lezioni che porteranno la ragazza a maturare e il lettore a riflettere sulle proprie abitudini e sui tanti modi in cui si potrebbe migliorare la propria vita di tutti i giorni. 

Nonostante io abbia divorato questo romanzo e lo abbia apprezzato, devo ammettere che la storia in sè per sè non mi ha del tutto convinta, l'ho trovata immatura e sviluppata in maniera abbastanza superficiale, tant'è che ho apprezzato maggiormente le storie extra aggiunte dall'autrice anni dopo la stesura del testo principale. Leggendo questi brevi racconti ci appare subito evidente l'inesperienza dell'autrice al tempo della stesura della storia principale e riusciamo ad apprezzare i diversi personaggi in maniera più profonda, in quanto vengono analizzati in maniera più ampia. 

Ho apprezzato molto il personaggio della nonna, la strega dell'ovest, una donna inglese che della sua terra d'origine ha conservato i tratti più importanti, ma che è riuscita ad integrarsi completamente in una società non semplice come quella giapponese. Mi è piaciuto molto il fatto che l'autrice abbia introdotto un personaggio diq uesto tipo, visto che molto spesso nella letteratura giapponese si tende ad omettere la presenza di stranieri all'interno del contesto giapponese, in quanto figure marginali e molto spesso non del tutto integrate. Mai è un personaggio interessante, ma viene posta in secondo piano dal personaggio della nonna, che domina la narrazione quasi fosse la protagonista indiscussa del testo. 

Lo stile di scrittura è molto semplice e lineare, uno stile che ben riflette l'immaturità di Mai e che le da voce attraverso riflessioni, a volte anche infatili, riguardo la vita e i rapporti con gli altri. 

Insomma, Un'estate con la strega dell'ovest è sicuramente un testo interessante se si cerca una lettura breve, ma intensa e che faccia riflettere. Come primo approccio alla letteratura giapponese non è da sconsigliare, ma consiglierei di leggerlo soprattutto a chi ha già letto altri testi di autori giapponese. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperarlo?
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Nali <3

martedì 5 novembre 2019

Orfani - L'inizio di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammuccari

Buongiorno lettori e benvenuti, oggi parliamo del primo volume di una serie di fumetti italiani, Orfani di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammuccari, edito Bao Publishing (al prezzo di 27.00 euro per la versione cartacea - potete acquistarlo QUI ). 

 

I primi tre capitoli della saga di Orfani, la prima serie a colori della Sergio Bonelli Editore, ideata da Roberto Recchioni, in un curatissimo volume oversize, cartonato e su carta di altissima qualità, con una grande quantità di extra, materiali preparatori, commenti degli autori e una copertina inedita di Emiliano Mammucari a racchiudere il tutto. L’edizione definitiva di un classico moderno, che BAO proporrà in quattro volumi a cadenza trimestrale.

Ho trovato Orfani per caso, girando in biblioteca alla ricerca di un fantascientifico da leggere per la challenge di ottobre della #fantadistochallenge. Non ne avevo mai sentito parlare e la cosa mi ha molto sorpresa, visto che è uno dei pochi fumetti italiani di recente pubblicazione ad essere interamente a colori. 

Orfani è un fantasicentifico post-apocalittico che racconta la storia degli orfani, appunto, una squadra speciale di soldati orfani addestrati per distruggere il nemico che ha portato loro via l'infanzia. In questo primo volume vediamo l'inizio di una serie che è ora alla sua terza stagione e che si prospetta piena di colpi di scena, emozioni e avventure. I protagonisti sono un gruppo di soldati speciali e addestrati a diventare assassini spietati, ma che continuano a mantenere la loro umanità grazie ai diversi rapporti interprersonali che instaurano. La storia si svolge su due linee temporali e li vede da bambini durante l'addestramento e da adulti durante la guerra. 

Orfani ad una prima occhiata potrebbe sembrare un semplice post-apocalittico come tanti altri, una storia che parla di alieni sconosciuti, di guerre intergalattiche e di distruzione, ma è molto più di questo. Nonostante nel primo volume non vi sia molto spazio per approfondire altri aspetti che non siano la guerra contro gli alieni e l'addestramento dei protagonisti, appare subito evidente che quello che Recchioni e Mammuccari vogliono raccontarci è altro. L'analisi psicologica è subito al centro dello sviluppo della trama, così come l'evolversi dei rapporti tra i personaggi. 

Questi ultimi sono molto interessanti e diversi gli uni dagli altri. In questo primo volume scopriamo solo poche cose riguardo il loro passato e la loro vera natura, ma è stato interessante vedere il modo in cui si sono evoluti attraverso la narrazione su due linee temporali. Questa tecnica narrativa rende il volume molto più dinamico e fa si che si crei una sorta di curiosità nei confronti di ciò che avverrà nelle pagine e nei capitoli successivi. Personaggio molto interessante è Ringo, il quale non vedo l'ora di vedere come si evolverà, soprattutto considerando che gli è stata dedicata la seconda stagione della serie.

Per quanto riguarda le tavole, sono completamente a colori, il che le rende stupende dal punto di vista grafico/estetico. Il tratto mi piace molto e si vede il grande lavoro che è stato fatto per perfezionarlo e differenziarlo da quelle che sono le caratteristiche stilistiche comuni del fumetto italiano. E' un albo che ha evidenti influenze americane, non solo per le ambientazioni e i costumi, ma anche per la storia in sè per sè, ma nonostante questo risulta originale e interessante. Oltre alle tavole del fumetto, alla fine della versione che ho letto io (non so se la variant sia strutturata allo stesso modo) vi è un approfondimento con intervista agli autori nella quale si parla della sua creazione, delle influenze e di come sono stati realizzati i disegni di un lavoro di questa portata. 

Insomma, il primo volume di Orfani mi ha colpito molto e non vedo l'ora di continuare a leggere questa serie per scoprire come si evolveranno le vicende e i diversi personaggi. E' un albo molto interessante e ve lo consiglio vivamente se amate questo genere di storie!

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperarlo?
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Nali <3

martedì 29 ottobre 2019

Più forte di ogni addio di Enrico Galiano - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di Più forte di ogni addio di Enrico Galiano, edito Garzanti (al prezzo di 17.90 euro in cartaceo e di 9.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ).

 

È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando. Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l'uno nell'altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l'abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l'ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l'istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell'essere due ragazzi pieni di sogni.

E' sempre difficile parlare di libri che ci sono piaciuti tanto, quindi capirete che per me non sarà affatto facile parlarvi di Più forte di ogni addio, il primo romanzo che leggo di Enrico Galiano, del quale voglio recuperare tutto ciò che ha scritto!

Chi mi conosce sa che amo i romanzi che mi fanno piangere ed emozionare, per questo sapevo che avrei amato questa storia ed ho aspettato il momento giusto per iniziare a leggerla. La settimana scorsa ero in una fase di apatia letteraria e ho deciso di buttarmi nella storia di Nina e Michele, due adolescenti che hanno sofferto tanto, ma che riusciranno a trovarsi e ad amarsi a modo loro. 
Michele è cieco da ormai cinque anni, mentre Nina ha perso una delle persone più importanti della sua vita. I due si incontreranno e nei dodici minuti di viaggio in treno necessari per arrivare a scuola impareranno a conoscersi, ritrovandosi l'uno nelle parole dell'altra. 

Nel suo modo di raccontare la storia di questi due adolescenti Galiano mi ha ricordato molto la mia amata Valentina D'Urbano, anche se lui ha un modo molto più delicato, ma non per questo di impatto inferiore, di raccontare le emozioni umane. Quello che ho trovato all'interno di questo romanzo è un groviglio di emozioni forti che mi hanno travolta ad ogni pagina. Era da tanto che non mi ritrovavo a dover fermare la lettura perchè non vedevo più niente a causa delle lacrime (si, sono una piagnona, lo so...) e questo mi ha fatto sorridere e amare ancora di più questo romanzo. 

La trama ha uno sviluppo che non ci risparmia colpi di scena, infatti, assieme all'evoluzione dei due protagonisti, i quali ci raccontano in prima persona la loro storia, parlandoci anche del modo in cui questa li ha cambiati, abbiamo una sottotrama che viene svelata solo verso la fine del romanzo e che ribalterà completamente ogni cosa. Personalmente avevo percepito qualcosa durante la lettura, ma troppo concentrata dal punto di vista emotivo, non avevo capito fino in fondo dove sis tesse andando a parare. Il colpo di scena "finale" potrebbe risultare alquanto prevedibile e anche un po' "forzato" se si legge la storia andando al di là della componente emotiva che la rende magnifica, ma nel complesso non mi è dispiaciuto più di tanto. 

I personaggi mi sono piaciuti molto e, devo ammetterlo, mi sono rivista un po' in entrambi. Sono due persone completamente diverse l'una dall'altra, ma in qualche modo si riesce a empatizzare con tutti e due senza alcuna distinzione. Nina è un personaggio che mi ha colpito molto per la sua storia e per il modo in cui si approccia al mondo, mentre Michele l'ho apprezzato per la sua forza, ma anche per la sua dolcezza.

Insomma, se cercate una storia emozionante non potete lasciarvi scappare questo romanzo, credetemi, soprattuto se cercate un romanzo con tematica amorosa che non sia il solito romance pieno di clichè.

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperarlo?
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Nali <3

venerdì 25 ottobre 2019

Streghe - Le eroine dello scandalo di Ilaria Simeone - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di Streghe - Le eroine dello scandalo di Ilaria Simeone, un saggio edito Neri Pozza (al prezzo di 13.50 euro in cartaceo e di 7.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ).

 

1616, ducato di Milano e Mantova: Caterina De Medici viene accusata di aver maleficiato il nobile senatore Luigi Melzi. Comincia così, in una sorta di processo privato tutto interno al palazzo milanese, una vicenda che finisce con l’impiccagione e il rogo della strega rea confessa.
1587, Triora, Podesteria della Repubblica di Genova: si apre uno dei più appassionanti processi italiani alle streghe. Trentacinque imputate, tre magistrature e un’inedita ferocia persecutoria. Il procedimento dura tre anni e distrugge un’intera comunità.
1716 Brentonico, Quattro Vicariati: Maria Bertoletti, detta la Toldina, viene accusata di stregoneria, processata nel foro penale laico e condannata al rogo.
Oggi, trecento anni dopo, il Comune trentino ha chiesto la riapertura del procedimento.
Tre storie ignobili di femminicidi ante litteram che coagulano, nella banalità del male, sesso e morte, giustizia e ingiustizie, poteri e contropoteri, Chiesa e Stati. Tre storie diverse ma unite da un’unica, atavica paura: la donna come «scandalo».

Sono sempre stata attratta dalle storie sulla caccia alle streghe, vuoi per una propensione all'occulto, vuoi per semplice curiosità nei confronti di un fenomeno che ha portato alla morte di innumerevoli donne in tutto il mondo. Quindi quando ho saputo dell'uscita di questo saggio di Ilaria Simeone non ho potuto fare a meno che desiderarlo dal primo instante. 

Il testo è diviso in tre parti, ognuna dedicata ad uno specifico caso italiano e ad una specifica regione/città. Il primo è quello di Caterina De Medici, accusata di stregoneria a causa diforti dolori addominali provati dal padrone della casa in cui serviva. La seconda è quella delle donne della IX podestaria di Genova, un caso che si protrasse per anni e che portò all'incarcerazione e alla tortura di più di trentacinque donne. Il terzo, invece, è un caso rimasto nella leggenda sino ad oggi. Ambientata a Brentonico, la storia di Maria Bertoletti è leggenda nella città e rappresenta uno dei tanti casi in cui si è istituito un processo senza che ve ne fosse una ragione. 

I casi vengono ricostruiti dall'autrice attraverso diverse fonti e ci viene fatto un quadro preciso di quelli che erano i processi alle streghe in Italia. Gli attori che partecipavano alle varie fasi del processo, la metodologia di tortura e persino i nomi delle indiziate, tutto ci viene riassunto in un saggio che risulta essere un ottimo primo approccio a quella che è la storia della caccia alle streghe in Italia. 

La prima parte, quella dedicata a Caterina De Medici, ci viene narrata da un punto di vista che fa sembrare tutte le accuse vere e Caterina convinta di essere una strega. A differenza delle altre parti, infatti, non si mette in evidenza il modo in cui venivano estorte delle confessioni false alle indiziate, ma ci viene presentata la vicenda come se Caterina fosse effettivamente colpevole e lo stesse dichiarando apertamente. 
Le due parti successive mi sono piaciute maggiormente, in quanto mettevano in luce la falsità delle accuse, spesso legate a problemi politici o di natura più strettamente economica. 

Lo stile di scrittura è molto lento e, soprattutto, inframmezzato da citazioni da testi in latino, il che rende la lettura molto più difficile, nonostante ci siano le traduzioni (per alcune frasi) subito dopo. 

Nel complesso, comunque, l'ho trovata una lettura molto interessante e che consiglierei a coloro che vogliono dare uno sguardo generale alle vicende avvenute in Italia nel periodo della caccia alle streghe. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperarlo?
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Nali <3

lunedì 21 ottobre 2019

Indomite - Storie di donne che fanno ciò che vogliono di Pénélope Bagieu - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di Indomite 1 di Pénélope Bagieu, primo volume di una serie di fumetti che raccolgono le biografie di donne che sono passate alla storia per il loro coraggio e per la loro forza e determinazione. Il volume è edito Bao publishing (al prezzo di 20 euro in cartaceo e di 10.40 euro in digitale - potete acquistarlo QUI).

 


Le battaglie individuali di certe donne sono diventate parte della lotta di tutte le donne. Ecco quindici storie di vittorie conseguite quando solo l'idea di opporsi allo status quo era inconcepibile. Oggi è più importante e necessario che mai che ciascuno le porti con sé.

Una raccolta di storie di donne che hanno fatto la storia a modo loro, che hanno contribuito a guerre, che hanno salvato persone o che hanno combattuto per realizzare i propri sogni e arrivare a poter essere fiere di sè stesse. 

All'inizio ero un po' scettica riguardo questo volume, soprattutto per via della scarsità di tavole che vengono dedicate alle diverse protagoniste del fumetto. In pochissime pagine, infatti, ci viene riassunta la vita di queste donne straordinarie dalla nascita sino alla morte. Alcune sono più lunghe di altre, certo, ma a primo impatto mi sembrava comunque riduttivo parlare di queste grandi donne in poche quadrati. Invece mi sono dovuta ricredere. 
Nonostante la brevità con la quale vengono narrate queste storie, il messaggio che sta alla base della creazione di questo volume arriva forte e chiaro, così come le voci e le storie di queste donne forti e coraggiose. 

Le storie narrate sono molto diverse tra loro e sono comprese in un arco temporale molto vasto che va dalla Grecia del IV secolo a.C. sino ai nostri giorni. Ambientate in ogni angolo del mondo, esse ci mostrano come in qualsiasi luogo o periodo le donne abbiamo sempre lotatto per la loro libertà e per rendere questo mondo un luogo migliore e più tollerabile. 

Ci sono alcune storie che mi hanno colpito molto più di altre, alcune mi hanno persino fatta emozionare (Giorgina Reid, che donna adorabile) e tra tutte loro la mia preferita è in assoluta quella di Leymah Gbowee, seguita da Las Mariposas, tre sorelle che hanno combattuto contro una delle più feroci dittature sud americane dello scorso secolo.
Le tavole sono magnifiche, piene di colori e molto vivaci, anche quando le vicende narrate non sono proprio allegre. I colori e la scelta stilistica li ho trovati calzanti per il tipo di volume che si è cercato di produrre e ho apprezzato molto la scelta di inserire due tavole alla fine di ogni biografie nelle quali veniva riassunto il concept principale della storia narrata. Queste ultime, sono tavole davvero molto belle che vanno ad arricchire il volume e lo rendono un prodotto di qualità e molto curato. 

Insomma, Indomite è stata una delle letture migliori dell'ultimo periodo. Un volume divertente, emozionante ed intelligente che parla di donne (a me spesso sconosciute), che hanno contribuito a rendere questo mondo migliore, più libero e più tollerante. 
 Ve lo consiglio vivamente, se ancora non lo avete letto e io mi metto subito alla ricerca del secondo, perchè sono curiosa di scoprire di chi si parla nel prossimo volume. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?
Al prossimo post,
Nali <3 
 

martedì 15 ottobre 2019

Tuesday Mooney talks to ghosts di Kate Racculia - Recensione

Buongiorno a tutti e benvenuti, oggi parliamo di Tuesday Mooney talks to ghosts di Kate Racculia, edito Houghton Mifflin Harcourt (al prezzo di 24.78 euro in cartaceo e di 15.64 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ). 

 

Tuesday Mooney è una tipa solitaria. Sta sulle sue, socializza controvoglia e passa la maggior parte del suo tempo guardando i vecchi dvd di Twin Peaks e X-files. Ma quando Vincent Pryce, il milliardario più eccentrico di Boston, muore - lasciandosi alle spalle un'epica caccia al tesoro attraverso la città, con indizi ispirati dal suo eroe, Edgar Allan Poe - l'avventura di Tuesday ha inizio. 

Tuesday, amante dei puzzle, cerca indizi su indizi, assieme alla sua banda: un saggio amico, l'adorabile vicina adolescente e un bellissimo, cauto giovane ereditiere. La caccia mette alla prova il loro coraggio, e con altri team in giro pr la città in lizza per il premio - una parte dell'immensa ricchezza di Pryce - devono muoversi in fretta. Gli indizi di Pryce non possono essere risolti solo con l'astuzia; i partecipanti devono raccogliere il coraggio per affrontare i fantasmi del loro passato (alcuni più vividi di altri) e scoprire i loro sogni e desideri più nascosti.
 
Tuesday Mooney talks to ghost è uno di quei romanzi che, per i non amanti degli horror, potrebbe risultare perfetto per questo periodo dell'anno. E' una lettura che, con qualche elemento di mistero e qualche accenno al sovrannaturale, riesce a fare entrare nel mood di Halloween senza dover smettere di dormire per un mese per la paura. 

La storia vede la protagonista, Tuesday, alle prese non solo con i suoi drammi personali e i suoi fantasmi del passato, ma anche con un mistero che si infittisce man mano che le carte vengono svelate. Vincent Pryce non è un uomo semplice da decifrare e ancora meno semplici sono gli indizi che ha lasciato alle sue spalle per la caccia al tesoro organizzata in occasione della sua morte. 
Tra citazioni e riferimenti ad Edgar Allan Poe e diverse riflessioni riguardo il passato e la propria salute mentale, Tuesday capirà diverse cose sulla sua vita e sui rapporti interprersonali e, allo stesso tempo, cercherà di risolvere il mistero che si nasconde dietro gli indizi sparsi per tutta la città.

Non è un romanzo che mi ha particolarmente conquistata, nonostante io l'abbia trovata una lettura piacevole e di intrattenimento. Le premesse e i primi capitoli risultano abbastanza interessanti e fanno venir voglia di continuare la lettura ma, andando avanti, l'interesse tende a scemare via via che le riflessioni di Tuesday interrompono il flusso della storia. La cosa che meno mi è piaciuta all'interno del romanzo, nonostante io abbia capito perfettamente la sua ragion d'essere all'interno della narrazione, sono le continue digressioni su fatti accaduti in passato, su elementi della personalità di un determinato personaggio o sulla sua famiglia, insomma, gli elementi inutili che, non sapendo dove altro inserirli, l'autrice ha deciso di aggiungere come flusso di coscienza, spesso andando a spezzare completamente la tensione creatasi nella scena che si stava svolgendo. 
Spesso ho trovato questi intermezzi del tutto inutili ai fini della trame e per nulla integrati all'interno della narrazione, il che li rendeva solo irritanti interruzioni. 

Per quanto riguarda i personaggi, li ho trovati molto ben caratterizzati, a volte anche troppo, diciamo che l'autrice non lascia niente sottinteso, messe tutto per iscritto caricando troppo ogni singolo personaggio presente nel romanzo. Tuesday mi è piaciuta, soprattutto vista la sua evoluzione nel corso del romanzo. Mi è piaciuto un po' meno il suo rapporto con Archie, troppo costruito, non so...

Lo stile dell'autrice è, invece, molto ampolloso secondo me. Diciamo che usa termini alquanto ricercati, forse per via dei riferimenti a Poe, che stonano con il tono dei dialoghi, molto più semplici e informali.

Insomma, un romanzo che non mi ha del tutto conquistata, soprattutto per via dell'evoluzione della trame e per diversi elementi di troppo. Una storia, però, di intrattenimento, perfetta per passare il tempo e per entrare nel mood di Halloween. Ve lo consiglio? Ni.

Cosa ne pensate? Lo leggerete?
Al prossimo post,
Nali <3