venerdì 24 maggio 2019

Perfect world di Rie Aruga - First Impression

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi voglio condividere con voi le mie prime impressioni riguardo Perfect World di Rie Aruga, edito Edizioni Star Comics (al prezzo di 4.90 euro in cartaceo - potete acquistarlo QUI ). 

 

Tsugumi Kawana (26 anni) lavora in un'azienda che si occupa di interior design. Durante una serata insieme allo staff di uno studio di architettura con cui collabora, incontra Itsuki Ayukawa, suo ex compagno delle superiori nonché primo amore. Nel rivederlo, la ragazza sente il cuore che le batte all'impazzata, ma scopre anche che ora Itsuki non può più camminare. In un primo momento Tsugumi pensa che sarebbe impossibile avere una relazione con lui, poi però...

Avevo letto diverse prime impressioni positive riguardo questo manga, quindi volevo provare a vedere se effettivamente poteva essere una serie che facesse al caso mio. Perfect world, essendo uno josei, tratta tematiche molto più serie e importanti rispetto agli shoujo, infatti, la tematica principale di questa serie è la disabilità. 

La nostra protagonista, Tsugumi Kawana lavora come interior designer in una compagnia e durante una cena di lavoro rincontra il suo primo amore, Ayukawa. Kawana non lo vedeva dai tempi del liceo e rimane spiazzata alla vista del ragazzo sulla carrozzella. Kawana apprende dell'incidente di Ayukawa e decide di non seguire i battiti del suo cuore che la portano verso di lui con insistenza. Ben presto, però, si renderà conto che non si può zittire il cuore e che le sofferenze che potrebbe causarle una eventuale relazione con Ayukawa non sono abbastanza rilevanti per non prendere neanche in considerazione l'idea di avere una relazione con lui.
È un manga che rischia molto trattando queste tematiche, soprattutto visto che la mangaka è alla sua prima opera pubblicata. Nonostante questo, penso che la tematica della disabilità, almeno in questo primo volume, sia stata affrontata in maniera molto delicata e senza sminuire le problematiche che essa comporta. Rie Aruga analizza le diverse problematiche della disabilità e delle relazioni interpersonali tra persone disabili e persone che non lo sono e lo fa in maniera molto accorta e davvero ben strutturata. Non è facile affrontare queste tematiche, ma l'autrice è riuscita a farlo senza cadere nella banalità e senza sminuire la condizione di Ayukawa.
Per quanto riguarda i personaggi, sono caratterizzati molto bene, soprattutto Ayukawa, attraverso il quale il manga riesce a trasmettere le diverse emozioni e sensazioni provocate dalla disabilità. Anche Kawana è stata strutturata benissimo, il suo esitare, i suoi pensieri e le diverse sensazioni che prova sono reali e tangibili e ognuno di noi potrebbe immedesimarsi in lei.
Le tavole, poi, sono molto belle, la Aruga ha uno stile non troppo convenzionale, infatti cerca di distaccarsi dallo stile dei tradizionali shoujo e lo fa in maniera eccellente. Certo, il suo è a mio parere un tratto che va ancora perfezionato, ma che nel corso del fumetto mi aspetto di vedere evolversi. 

 Insomma, il primo volume di Perfect world si è rivelata una lettura piacevole e sorprendente. E' una serie che sicuramente continuerò a leggere e non vedo già l'ora di scoprire come si evolverà la relazione tra i due protagonisti nel corso del secondo volume!

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

giovedì 23 maggio 2019

Lux di Eleonora Marangoni - Recensione

Buongiorno a tutti lettori, oggi parliamo di uno dei finalisti del premio strega, Lux di Eleonora Marangoni edito Neri Pozza (al prezzo di 17.00 euro in cartaceo e di 9.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ). 


Ci sono molti modi di trasformare qualcuno in un fantasma, e Thomas Edwards si è scelto il suo. La sua vita non ha proprio niente che non va: Tom è un giovane italoinglese di buona famiglia, che abita a Londra e viaggia spesso per lavoro. Architetto, gestisce con successo uno studio di light design, e da quasi un anno fa coppia fissa con Ottie Davis, una chef in carriera con un figlio di sette anni, Martin. Ma Thomas abita il mondo solo in superficie: schivo e in parte irrisolto, lascia che la vita scorra senza pensarci troppo; il suo ricordo di un amore finito, quello per Sophie Selwood, è una presenza costante e tangibile, che illumina gli eventi e le cose che lo circondano, e ci racconta di come l'amore, o il ricordo dell'amore, possano trasformarsi in una composta e implacabile ossessione. Una strana eredità da parte di un eccentrico zio costringe Thomas a uscire dalla quotidianità. Un viaggio verso un'isola del sud Italia, un albergo affascinante e malandato e un fine settimana imprevisto - in compagnia della gente del posto e degli altri forestieri giunti a loro volta sull'isola - saranno l'occasione perfetta per sparigliare le carte, guardare le cose da un altro punto di vista e fare finalmente i conti con il passato, questo animale saggio e al contempo grottesco che sembra sempre volerci indicare la strada.

Non sono partita con aspettative altissime su questo romanzo, non ne sapevo niente e le persone che lo hanno letto non ne sono rimaste entusiaste e capisco anche il perchè.

La storia narrata è quella di Thomas Edwards, un tecnico delle luci che, a seguito della morte di suoi zio Valentino, riceve una strana eredità. Il giovane, infatti, eredita un hotel nel sud dell'Italia, un baobab e una sorgente, tre cose che suo zio ha acquisito durante gli anni e che ha pensato bene di lasciargli. Lo zio Valentino è sempre stato un uomo eccentrico, ma nonostante questo Thomas rimane stupido dallo strano lascito e decide di venderlo non appena un'offerta viene presentata al suo avvocato. Inizierà così la sua avventura nel sud dell'Italia alla scoperta di questo hotel immerso nella natura e non solo. 

La prima parte del romanzo mi ha subito colpita, non solo per lo stile di scrittura dell'autrice che, a mio parere, è il punto forte dell'intero romanzo, ma anche per la storia. La prima parte è estremamente interessante e lo stile dell'autrice contribuisce a catturarti per portarti nella testa di Thomas e dei diversi personaggi che affollano il romanzo. Il problema giunge nella seconda parte del testo, in cui l'autrice sembra un po' perdere il controllo dei diversi personaggi introdotti. Il testo diventa confusionario, le voci si affollano e non si giunge da nessuna parte. Nell'ultima parte del romanzo l'autrice riesce a riprendere i fili della narrazione, ma ormai è andata perduta l'atmosfera magica che era riuscita a creare all'inizio. 

La storia non ha un evoluzione complessa, anzi, risulta abbastanza lineare e logica, ma le troppe voci narranti presenti nella parte centrale del romanzo, l'hanno reso troppo confuso e carico di elementi che, a mio parere, risultano superflui ai fini della narrazione della storia di Thomas. Anche perchè, alla fine, le diverse storie narrate nella parte centrale si perdono, non ci viene più detto niente riguardo i personaggi che erano stati introdotti, i quali avevano avuto un ruolo limitato nell'influenzare la storia di Thomas. Insomma, a mio parere sono stati introdotti troppi elementi superflui che hanno appesantito il romanzo rendendolo carico e pesante. 

Lo stile di scrittura dell'autrice è ciò che tiene in piedi l'intera narrazione. Soprattutto all'inizio, ma anche nel corpo centrale del romanzo, riesce a catturarti e farti riflettere su una serie di aspetti della vita e lo fa con una maestria unica, senza mai risultare pesante, nonostante le numerose elencazioni e gli innumerevoli e futili che andava ad aggiungere ad ogni singola riflessione. 

Per quanto rigarda i personaggi, mi sono sembrati tutti un po' insignificanti, caratterizzati non benissimo, ma non proprio da bocciare interamente. Infatti, l'autrice riesce a creare almeno un paio di personaggi degni di nota e non troppo scialbi, come Gandini e Thomas stesso, nonostante non sia uno dei miei personaggi preferiti. Per il resto, mi son sembrati tutti già visti, abbiamo Ottie, la fidanzata insicura che sa di non essere amata e si sente infelice per questo, poi c'è Gero, il classico e stereotipato uomo del sud scansafatiche e pieno di debiti, un uomo furbo, che sa come raggirare la gente per avere il massimo vantaggio da ognuno e poi Gandini, il classico intellettualoide del nord, stanco della sua vita milanese che cerca un po' di riposo dalla sua scilaba esistenza in quel paradiso tropicale che è lo Zelda. Gandini si da un tono e ha sempre un atteggiamento di superiorità, nonostante sia ormai un uomo che non ha alcuna prospettiva futura, se non quella di continuare a vaneggiare sulla sua passata e fasulla fama.

Insomma, un romanzo d'esordio non proprio eccezionale, ma promettente dal punto di vista stilistico. La Marangoni non mi ha affatto conquistato con questo romanzo, ma devo ammettere che non rifiuterei a priori di leggere un suo futuro romanzo, perchè sembra un'autrice molto promettente, seppur questo suo primo romanzo non sia un granchè. 


Cosa ne pensate? Lo avete letto?
Al prossimo post,
Nali <3

mercoledì 22 maggio 2019

Monstress - Risveglio di Marjorie Liu e Sana Takeda - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di Monstress - Risveglio, primo di tre volumi della serie fantasy di Marjorie Liu e Sana Takeda, edita Oscar Ink (al prezzo di 19.00 euro nella versione cartacea - potete acquistarla QUI ). 


Maika è una sopravvissuta. La guerra si è presa il suo braccio sinistro. Ora lo spaventoso potere che è in lei vuole prendersi il resto. Tra steampunk e Kaiju, l'acclamata, sontuosa, magnifica rivelazione del fumetto nippo-americano.

Mi sono approcciata Mostress con molta curiosità, la storia mi incuriosiva molto e le tavole mi sono subito sembrate stupende, con i loro colori e il loro tratto così diverso da tutto ciò a cui sono abituata. Peccato che la mia lettura non sia andata benissimo...

La storia è quella di Maika Halfwolf, una arcanica che ha perso un braccio durante la guerra e non solo. Maika, infatti, è alla ricerca della verità dietro la morte di sua madre e non avrà pace sino a quando non avrà svelato ogni mistero. Durante il suo cammino, però, verrà intralciata da diverse forze, tra cui una proveniente proprio dal suo corpo...

Ho trovato la storia sin troppo confusionaria, sin dall'inizio ci vengono gettate contro una serie di informazioni che vengono spiegate solo in seguito. Una serie di nomi, di razze delle quali non conosciamo niente e un passato del quale ignoriamo ogni dettaglio, ma che sembra fondamentale per capire la storia. Insomma, troppo perchè potessi trovare la lettura piacevole. Verso la seconda metà prende una piega migliore, diventa più lineare e iniziano ad essere spiegati una serie di elementi che, fossero stati spiegati sin dall'inizio avrebbero agevolato la lettura della prima parte della storia. Comunque, per quanto riguarda le vicende narrata, si fanno sempre più interessanti man mano che si prosegue con la lettura e, nonostante l'inizio non mi abbia presa affatto, verso la fine il mio interesse si è intensificato. 

Per quanto riguarda i diversi personaggi, trovo che siano caratterizzati in maniera discreta, Maika è un mondo tutto da scoprire, del quale abbiamo appena iniziato a vedere qualcosa, ma che penso nei prossimi volumi verrà svelato in maniera più dettagliata. E' comunque un personaggio davvero ben costruito, le sue sofferenze, i suoi dubbi, tutte le sue emozioni traspaiono dalle tavole e arrivano chiaramente al lettore. Per quanto riguarda gli altri personaggi, mi è piaciuto molto il maestro gatto, forse uno dei pochi punti positivi dell'intero fumetto, un gatto parlante con un'intelligenza fuori dal comune, insomma, un compagno di viaggio perfetto. Gli altri personaggi li ho trovati caratterizzati bene, seppur appaiano in maniera troppo limitata nel testo perchè possano essere sviluppati pienamente, anche per questo confido nel secondo volume. 

Worldbuilding e sistema magico sono accennati all'inizio e poi spiegati, non troppo approfonditamente, verso la fine e devo dire che ciò che le due autrici hanno costruito sembra molto promettente, ora bisogna vedere come se la giocheranno nei prossimi numeri della serie. 

Le tavole sono uno dei pochi elementi che mi sento di promuovere a pieni voti in questo primo volume, sono stupende, con uno stile originale, un mix tra manga giapponesi e fumetti tradizionali americani, un mix a mio parere che da un tocco nuovo e fresco a questo fumetto. Poi gli accostamenti cromatici fanno davvero moltissimo, il fatto che il fumetto sia interamente a colori lo rende un prodotto molto più completo, in quanto ha un effetto che il bianco e nero non avrebbe saputo trasmettere. 

Insomma, non una prima impressione positivissima, ma a mio parere ci sono le basi per una buona storia e un'ottima evoluzione dei personaggi, ora sta alle autrici giocarsela bene nei prossimi numeri!
Per ora è un ni, ma vedrò comunque di recuperare il secondo volume per vedere se migliora o se diventa un no pieno.

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Al prossimo post,
Nali <3

venerdì 17 maggio 2019

Daisy di Lorenza Di Sepio e Marco Barretta - Recensione

Buongiorno a tutti lettori, oggi parliamo di uno degli ultimi fumetti letti, Daisy di Lorenza Di Sepio e Marco Barretta edito Tunué (al prezzo di 14.50 euro per la versione cartacea - potete acquistarlo QUI ).




Vi è mai capitato di immergervi tra le pagine di un libro e di venire catturati dalla storia che state leggendo? Alla piccola e solare Daisy accade - letteralmente - di sprofondare nel misterioso romanzo scritto dal padre, e di trasformarsi nella protagonista dell'avventura lì narrata: si trova risucchiata, così, in un mondo fantastico governato da un'ambigua regina, dove niente e nessuno è quello che sembra. Aiutata dall'eroico Paglia e dal coraggioso Leaf, Daisy dovrà percorrere le molte tappe di un racconto che la metterà di fronte a una sorprendente scelta. Un graphic novel per chi ha amato 'La storia infinita' e 'Il mago di Oz'. 

Daisy mi ha fatto compagnia durante il mio viaggio verso il Salone del Libro ed è stata una lettura piacevole e avvolgente, uno di quei fumetti nei quali è impossibile non immergersi vivendo a piano la storia. 

La vicenda narrata è quella di Daisy, appunto, una bambina che un giorno trova nel seminterrato di casa un quaderno in cui suo padre aveva scritto una storia. La storia, però, allora come oggi tende a prendere vita e a catapultare chiunque la stia leggendo nel mondo da essa descritta. E' qui che Daisy scoprirà i segreti che si nascondono dietro il suo passato e che cercherà di salvare il mondo creato da suo padre da una forza inarrestabile ed inafferrabile. Daisy dovrà prendere delle decisioni anche molto importanti e la sua vita cambierà per sempre nel momento in cui metterà piede nel magico mondo contenuto nel quaderno. 

La storia di Daisy mi ha sorpresa ed emozionata, trasportandomi in un mondo pieno di magia ed avvenutura, un mondo crudele e pieno di pericoli che necessita la presenza di eroi. Daisy si sentirà sin da subito in dover di risolvere le controversie generate dalla storia scritta da suo padre ed è per questo che, insieme al suo fidato amico di paglia, si imbarcherà in una serie di avventura che la porteranno a scoprire i segreti del suo passato. Mi è piaciuto molto il suo personaggio, forte e determinato, ma anche fragile e riflessivo, un personaggio che ha un'evoluzione del tutto inaspettata e che vi farà riflettere a fondo riguardo il vostro posto nel mondo. 

Gli altri personaggi mi sono piaciuti molto, soprattutto la regina cattiva, mio personaggio preferito con una caratterizzazione molto solida e una storia commovente, seppur molto crudele e violenta. E' un personaggio con il quale è facile empatizzare, ma allo stesso tempo ci si rende conto che non è una persona buona, tutt'altro. E' un personaggio molto controverso, costruito in maniera molto credibile, così come l'intero fumetto.

Lo sviluppo della storia mi è piaciuto, il finale non è per niente scontato e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalle scelte fatte dagli autori per concludere le vicende. E' un storia non tra le più originale, ma nonostante questo riesce ad essere innovativa ed emozionante e a non cadere nel banale.
È una storia che ci mostra quanto sia difficile, a volte, prendere delle decisioni che sappiamo potranno far soffrire chi amiamo, ma che, allo stesso tempo, potrebbero aiutare coloro che ci circondano.

Per quanto riguarda le tavole, sono magnifiche, piene di colori tanto da perdercisi all'interno. Sono rimasta subito affascinata dal tratto con cui sono disegnati i vari personaggi, singolare e molto bello, con linee delicate e senza troppi spigoli ad irrigidirle. I colori, poi, sono stupendi, vivaci e luminosi, una scelta cromatica davvero molto adeguata al tipo di storia che si sta raccontando. 

Insomma, Daisy è un fumetto che mi ha colpita e che mi ha trasmesso mille sensazioni diverse che hanno reso la lettura interessante e coinvolgente. Un fumetto che vi consiglio vivamente di recuperare se cercate una bella storia fantasy con uno svolgimento mai scontato.

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?
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Nali <3 

mercoledì 15 maggio 2019

La donna bonsai di Miriana Trevisan - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di La donna bonsai di Mariana Trevisan, edito Baldini + Castoldi (al prezzo di 13.60 euro per la versione cartaceo - potete acquistarlo QUI ). 

 

Con questa sua prima prova narrativa Miriana Trevisan racconta - con voce alta, chiara e forte - le storie di donne che potrebbe avere incrociato sulla sua strada. Ci dice di Virginia, che dalla semplicità di una famiglia umile si ritrova catapultata in un serraglio televisivo dove impara ben presto le leggi della convenienza e del ricatto, poi racconta di Maria, che capisce subito che per scalare i gradini della buona società deve cambiare il suo nome in Anastasia, e con il nome cambia capelli, vestiti, linguaggio, cambia i denti per cambiare il sorriso e cambia il seno per non passare inosservata, fino a Sonia, giornalista di successo in un mondo di maschi ultracompetitivi, che deve sempre dimostrare a se stessa prima che agli altri che è arrivata fin dove è arrivata solo grazie al lavoro e al talento... Romanzo composto da racconti autonomi, uniti però da un filo rosso fino al finale corale, il libro tratteggia uno scenario che sembra uscito da un film ma che è più realistico del reale. Miriana Trevisan ci regala l'affresco di un'epoca e di un ambiente che ha conosciuto bene, e dipinge anche, attraverso le sue molteplici facce e i suoi tanti nomi, il ritratto di una donna moderna e inquieta, capace di sopravvivere ai propri sensi di colpa e di sfruttare salvifici momenti di lucidità fino a trovare, con fatica, la propria strada. Un testo in cui ogni lettrice troverà squarci di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, che riconoscerà di aver vissuto sulla sua stessa pelle, foss'anche solo per una volta.

La donna bonsai racconta la vita di quattro donne, Virginia, Anastasia, Sonia e Beatrice, che hanno a che fare con il mondo dello spettacolo, seppur in maniera differente. Ognuna di loro ci racconta un aspetto del settore, mettendo a nudo tutto ciò che di negativo vi si nasconde. Dovranno fare compromessi per arrivare dove vorrebbero, ma ben presto si renderanno conto che i loro successi, effimeri e irrilevanti, non le ripagano affatto. La vita che conducono non è sana, ma solo mortificante per loro come persone e scegliaranno di cambiare le loro vite. 
All'inizio le diverse storie sembrano tasselli sconnessi che non andranno mai a ricongiungersi l'uno all'altro, ma andando avanti nella lettura ci si rende conto di come le vite di queste quattro donne siano intrecciate le une con le altre. 

E' una storia non facile da leggere. Si parla di problematiche legate alle donne e lo si fa con estrema schiettezza e senza filtri. Miriana Trevisan ci da un quadro davvero molto grottesco e spaventoso di quello che è il mondo dello spettacolo e lo fa da insider, il che rende il tutto più credibile e realistico. 
Attraverso le quattro protagoniste della storia l'autrice ha voluto denunciare tutto ciò che di marcio si nasconde nel mondo dello spettacolo, la droga, la prostituzione e non solo. 

E' un romanzo estremamente attuale, soprattutto dopo la nascita del movimento #metoo e dopo le diverse dichiarazione fatte da personalità della televisione italiana che hanno parlato delle dinamiche descritte nel romanzo e, nonostante sia molto breve, riesce a trasmettere tutte le sensazioni provate dalle protagoniste in maniera vivida e tangibile. 

Per quanto riguarda le protagoniste, mi è piaciuto molto il modo in cui narrano la loro storia in prima persona, ripercorrendo i loro ricordi e svelandoci cosa avevano dovuto accettare e a cosa avevano dovuto rinunciare per i loro brevi momenti di celebrità. La Trevisan è riuscita a rendere ognuna di loro in maniera molto realistica e ho trovato le loro evoluzioni ben strutturate e per nulla forzate.

L'altra cosa che mi è piaciuta molto è l'organizzazione del romanzo. Infatti, come vi dicevo prima, all'inizio pensiamo di trovarci dinanzia a una serie di brevi racconti ed è solo alla fine che ci rendiamo conto delle connessioni che vi sono tra le diverse storie, che andranno poi a convergere tutte nell'ultima parte della storia, dandoci un quadro generale di una storia che è molto più viscida di quanto ci saremmo potuti aspettare.

Insomma, La donna bonsai è stata una lettura che mi ha fatta riflettere, mi ha messo i brividi e mi ha aperto gli occhi, una lettura attuale e crudele di un mondo che mostra solo quello che vuole farci vedere, mettendo da parte tutto ciò che potrebbe nuocere alla propria immagine.Un libro che vi consiglio se cercate una lettura che parli di donne e che sia legata al movimento #metoo seppur indirettamente. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?
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Nali <3

martedì 7 maggio 2019

Ciak si gira - consigli di una filmaholic #21 | Boy Erased

Buongiorno a tutti lettori, oggi torna la rubrica Ciak si gira con la chiacchierata su Boy Erased, anche se un poì in ritardo. E', questo, un film memoir tratto dall'omonimo romanzo di Garrard Conley che parla di tematiche molto attuali. La regia è di Joel Edgerton e ha come protagonisti Lucas Hedges, Nicole Kidman e Russel Crowe!


Il diciannovenne Jared, figlio di un pastore battista in una piccola cittadina dell'Arkansas, dopo aver fatto coming out con i genitori, viene costretto a partecipare ad una terapia di conversione dall'omosessualità, pena l'esilio dalla famiglia e dagli amici. Jared si scontrerà con il suo terapeuta Victor, che guida il programma di recupero chiamato "Love in Action". 

La storia vede come protagonista Jared, un adolescente figlio di un pastore battista che sente, ad un certo punto della sua vita, di provare attrazione per gli uomini. Jared sa che non potrà mai dire questa cosa ai suoi genitori, li deluderebbe, nonostante lui non possa cambiare i suoi sentimenti. Jared, quindi, finge di essere eterosessuale ed ha una relazione con una ragazza, si comporta in modo normale e frequenta gli ambienti della parrocchia, ma sente che qualcosa non va nella sua vita. Non si sente libero, così un giorno tutto viene fuori e alla notizia i suoi genitori reagiscono pregando, piangendo e iscrivendolo ad un programma di riabilitazione, "Love in action", il quale ha l'obiettivo di reprimere qualsiasi impulso omosessuale. 

Prima di vedere il film, nonostante fossi vagamente informata sulla presenza di determinati centri di questo genere, non credevo che la storia sarebbe stata così forte ed emotiva. Il centro di riabilitazione dove Jared viene mandato è una prigione, una forma di violenza nei confronti di tutti coloro che da omosessuali vorrebbero solo vivere la propria vita secondo i loro desideri. Attraverso la riabilitazione Jared ricorda gli avvenimenti che lo hanno portato sin lì, l'incontro con altri ragazzi omosessuali e le relazioni instaurate con essi, la percezione dell'omosessualità che la gente aveva e continua ad avere. Nel centro insegnano ai ragazzi che le loro pulsioni sono come sintomi di una malattia, che sono loro a voler essere omosessuali e che niente gli impedisca di smettere di esserlo, basta crederci e l'omossessualità non sarà più un problema. 

E' un film molto carico a livello emotivo, durante tutto il film si sente la tensione montante e vediamo arrivare il momento in cui la realizzazione di quanto sia sbagliato tutto quello che stanno facendo colpirà non solo Jared, ma anche sua madre. E' un film che parla di tante cose, oltre che di omosessualità, ci parla di libertà di scelta, di chiesa e di fede, di famiglia e di accettazione, tutte tematiche che vengono affrontate magnificamente attraverso un film per il quale non si può non emozionarsi, perchè empatizzare con il protagonista è fin troppo semplice in tempi come questi, in cui la società tenta di reprime tutto ciò che non è "nella norma" per i suoi criteri malati.
La sceneggiatura è scritta in maniera eccezionale, tratta dal romanzo del vero protagonista delle vicende, riesce a trasmettere tutte le emozioni contrastanti e dolorose che il protagonista ha provato durante questo buio periodo della sua vita.


Parlando degli attori, Nicole Kidman è come sempre un'attrice fenomenale, mi ha commossa e mi ha provocato brividi con la sua interpretazione di una madre che crede di fare del bene, che credi di poter "salvare" suo figlio, ma che capisce che non c'è niente da salvare perchè la felicità del figlio è più importante di qualsiasi altra cosa, anche della fede. E poi c'è Lucas Hedges, anche lui eccezionale. Mi è piaciuta molto la sua interpretazione del personaggio principale, un ruolo non semplice, ma a cui lui ha saputo dare un'anima. Gli altri attori sono stati tutti molto bravi, sono tutti personaggi del mondo dello spettacolo alquanto famosi, quindi non mi stupisco della qualità interpretativa del film, era una certezza. 

Insomma, credo di avervi detto tutto su questo splendido film che apre gli occhi su una dinamica che in America trova ancora supporto, una realtà crudele e disumana che non dovrebbe esistere, perchè la manipolazione e l'imposizione di modelli che non ci appartengono è una violenza. Vi consiglio vivamente di guardarlo, se ancora non lo avete fatto, perchè vi emozionerà, vi aprirà gli occhi e vi lascerà con una sensazione di ingiustizia e di dolore davvero fortissimi. 

Cosa ne pensate? Lo avete visto o avete intenzione di farlo?
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Nali <3

lunedì 6 maggio 2019

La giusta mezura di Flavia Biondi - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi voglio parlarvi di La giusta mezura di Flavia Biondi, edito Bao Publishing (al prezzo di 19.00 euro in cartaceo e di 6.36 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ). 



Manuel e Mia vivono insieme, a Bologna, in una casa così affollata che c'è perfino un coinquilino che non hanno mai visto in faccia. Mia ha quasi trent'anni, un lavoro che odia e la voglia profonda di mordere la vita prima che sia troppo tardi, prima di diventare irrimediabilmente grande. Manuel sta pubblicando online i capitoli di un romanzo sull'Amor cortese che spera che un giorno possa piacere a un editore.
Mia e Manuel sono infelici. Non sanno guardare in faccia il vuoto che si è creato tra loro. Si stanno perdendo, anche se si amano. Devono trovare la giusta mezura.
Flavia Biondi costruisce un'anatomia di un amore fatta di piccoli gesti, di ribellioni impercettibili, di un bisogno infinito ed essenziale di provare a essere felici, dopo aver accettato che non è scontato, né dovuto, esserlo.
Un volume cartonato con la copertina stampata in Imitlin telato blu e la stampa a schiaccio a caldo in bianco. Un oggetto prezioso per raccontare il sentimento più prezioso.

Non sapevo niente di questa graphic novel quando l'ho iniziata, non sapevo quale storia mi sarei trovata a leggere e forse questo è stato un bene. Mi sono immersa nella storia di Manuel e Mia senza pregiudizi o aspettative e nonostante una delle tematiche trattate sia per me un tasto dolentissimo, ho trovato questa lettura davvero stupenda ed emozionante.

Mia e Manuel sono ormai al loro ottavo anno di relazione e all'età di trent'anni sono alla ricerca della stabilità di cui al momento non godono. Vivono in una casa universitaria con altre quattro persone e non hanno un lavoro fisso, sono stressati e la loro relazione sta cadendo a pezzi. E' proprio qui che inizierà ad infiltrarsi l'incertezza e la voglia di fuggire nell'animo di Mia e le cose inizieranno a precipitare.

Ho pianto. Lo chiarisco subito così in caso voleste smettere di leggere questa recensione , almeno sapreste le emozioni che mi ha provocato ed il perché l'ho trovato splendida. È una storia che mi ha ferita, che mi ha trafitto il cuore a colpi di spada, la stessa spada del protagonista del romanzo che Manuel scrive per fuggire dalla sua realtà e dai suoi problemi e per inseguire i suoi sogni.
È un fumetto che parla di vita e di relazioni sentimentali e lo fa con una vividezza ed una sincerità spiazzanti e dolorose. Le relazioni non sono sempre rose e fiori, l'amore non è sempre uguale, muta e si trasforma in qualcosa di nuovo al quale dobbiamo adattarci e contro il quale dobbiamo lottate per difendere ciò a cui teniamo. Non è semplice tenere in piedi relazioni lunghe, lo si fa con compromessi, lungimiranza e tanta dedizione ed è proprio questo che vi insegna Flavia Biondi.
Il cambiamento non è sempre negativo, sta a noi sfruttarlo a nostro vantaggio per trarne sempre il meglio, proprio come tentano di fare Mia e Manuel!

Per quanto riguarda le tavole, sono curatissime e oltre a quelle che raccontano la storia principale, ce ne sono alcune in cui sono ritratte alcune scene del romanzo di Manuel, tavole estremamente belle con protagonisti cavalieri, dame e mostri incantati. È, questo, un dettaglio che ha aggiunto un qualcosa in più alla storia, rendendola completa e speciale. 

Le tematiche trattate sono innumerevoli, si parla di relazioni, di disoccupazione, di sogni e anche della condizione maschile e femminile all'interno della società. Ci sono dialoghi davvero ben scritti, i quali danno modo di riflettere su diverse problematiche della nostra contemporaneità e lo fanno senza andare a stonare con quello che è l'intento principale del fumetto, raccontare cosa c'è dopo il "e vissero per sempre felici e contenti", perché un dopo c'è e non sempre è quello che ci aspettiamo! 

Ve la consiglio vivamente e con tutto il cuore se ancora non l'avete letta! 
In caso voi l'abbiate già recuperata, cosa ne avete pensato? Vi è piaciuta? 
Al prossimo post, 
Nali <3

domenica 5 maggio 2019

Lucreazia Borgia, Giulia Farnese - Le donne più desiderate del Rinascimento di Bruna K. Midleton

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi sono qui per parlarvi di Lucreazia Borgia, Giulia Farnese - Le donne più desiderate del Rinascimento di Bruna K. Midleton edito Bonfirraro editore (al prezzo di 7.99 euro in digitale e di 15.90 euro in cartaceo - potete acquistarlo QUI ). 
Presenterò il romanzo allo Stand della Bonfirraro al Salone del libro di Torino venerdì 10 Maggio, quindi se vi fa piacere venire a chiacchierare con me di libri, vi aspetto lì alle 16.00!




"Mia amatissima Lucrezia, il destino ci ha separate, ma il mio cuore sarà per sempre con te". Quella tra Lucrezia Borgia e Giulia Farnese è la storia di un'amicizia travolgente e coinvolgente, testimonianza di un sentimento forte che, dal pieno Rinascimento, ha attraversato i secoli per giungere fino a noi. Una torbida amicizia femminile incastrata in un contesto in cui l'incesto era considerato norma, la lussuria all'ordine del giorno, il potere e le ricchezze gli unici motivi per cui vivere. Tra storia e romanzo, in un'epoca definita il baccanale della Chiesa, Midleton ritrae con maestria di particolari, le donne più volute, ammirate e dissolute del Rinascimento, angeliche e diaboliche, schiave della propria bellezza, entrambe vittime del carnefice Papa Alessandro VI. La leggenda di Lucrezia Borgia e Giulia Farnese, perseguitate nel bene e nel male dal proprio mito, è così consegnata alla storia.

Ho sempre amato il rinascimento, lo trovo un periodo storico particolarmente interessante non solo per via degli intrighi politici, ma anche per la grande spinta artistica che vide in quegli anni prosperare numerosi artisti che hanno reso la nostra cultura quella che è oggi. Quindi, capirete bene che non potevo non scegliere di leggere questo romanzo quando mi hanno proposto i titoli da presentare al salone, primo perchè i Borgia sono una famiglia di cui so ben poco e secondo perchè le protagoniste sono due figure femminili.

La storia ripercorre dall'infanzia alla morte le vicende che videro come protagoniste Lucrezia Borgia, figlia del cardinale Rodrigo Borgia, in seguito divenuto Papa Alessandro VI, e di Giulia Farnese, due donne che con la loro bellezza hanno contribuito alla fama e all'ascesa al potere delle loro famiglie. Tra intrighi politici, tradimenti e contratti le due donne faranno della loro bellezza un mezzo per raggiungere i propri obiettivi, utilizzando l'ipocrisia e la menzogna come barriere contro il mondo esterno. 

Come vi dicevo, quella dei Borgia è una famiglia della quale non sapevo molto, anzi quasi niente, quindi mi ha molto incuriosita scoprire le dinamiche che intercorrevano in una così importante famiglia. L'autrice è riuscita in pochissime pagine a darci un quadro generale non solo di quelli che erano i rapporti interprersonali tra i diversi personaggi, ma anche delle dinamiche politiche del tempo descrivendoci le diverse alleanze e i loro cambiamenti nel tempo a seconda del potere al quale si voleva far fronte. Inoltre, ci mostra quale fosse la condizione della donna in un'epoca nella quale esse venivano elogiate come angeli, ma trattate come diavoli. Giulia e Lucreazia saranno costrette sin dalla tenere età ad entrare a far parte di giochi di potere che le vedono come merce di scambio più conveniente e, soprattutto, appariscente e bella.

Mi è piaciuto molto il modo in cui l'autrice ha descritto le protagoniste, le due non risultano mai eccessivamente ingenue, sanno sempre che il loro destino è legato ai giochi di potere e non se ne fanno un problema, anzi, osteggiano con orgoglio la loro fortuna e il loro ruolo. La loro evoluzione è eccezionale, da ragazze sottomesse al volere di un uomo potente, diventano donne forti e indipendenti, donne che tengono in piedi le loro casate non più attraverso la loro bellezza, ma grazie alle loro conoscenze in campo politico ed economico. Ho adorato questa cosa e il modo in cui i due personaggi hanno cercato di cancellare tutto ciò che di marcio c'era stato nella loro vita per rinascere.


Il romanzo, nel suo complesso, mi è piaciuto, anche se vi sono alcune cose che non mi hanno agevolato la lettura. Il testo risulta molto spesos ripetitivo, ci sono diverse cose che vengono dette e ridette più volte e se si legge il romanzo in breve tempo la cosa risulta abbastanza noiosa. Nonostante questo è un ottimo testo di intrattenimento e di narrativa storica, perfetto per chi come me non conosce la storia di questa famiglia e vuole approcciarvisi. Non è un testo di divulgazione storica, questo no, perchè la storia è molto romanzata e vi sono elementi sui quali gli storici sono ancora molto titubanti, ma nel complesso, per quanto ne sappiamo, si attiene ai fatti romanzandoli. 

Insomma, questo romanzo è un ottimo testo di intrattenimento, che da un quadro generale del periodo rinascimenta e che analizza due figure che hanno cambiato il corso stirico del loro tempo grazie alla loro bellezza, ma anche alla loro intelligenza e astuzia. Ve lo consiglio se volete approcciarvi alla storia dei Borgia, ma anche se cercate un testo di intrattenimento di carattere storico!

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?
Al prossimo post,
Nali <3

sabato 4 maggio 2019

Faves #3 - I preferiti di Aprile 2019

Buongiorno lettori e buon sabato, mentre voi vi godete queste prime giornate di maggio, io sono già in crisi per la sessione che iniziaerà tra un mese, quindi potete ben capire che non sono nella migliore delle condizioni, ma qui parleremo di cose belle oggi, quindi va benissimo anche cosi. Terzo appuntamento con la rubrica dei preferiti del mese e oggi parliamo delle mie cose preferite di Aprile!

Il mese che è appena finito è stato pieno di letture e povero di visioni, contrariamente al suo predecessore. Quindi capirete bene che ho un preferito sia per i libri che per i fumetti che sono, rispettivamente, Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton e Sahaam di Elena Toma, due scoperte di marzo che mi hanno sorpresa e intrattenuta. Se volete saperne qualcosa in più rigurado i due testi e la mia opinione, trovate le recensioni rispettivamente QUI e QUI


Questo mese ho ascoltato pochissimo e non posso dire che il podcast che sto ascoltando sia completamente promosso, ci sono alcuni episodi che mi sono davvero molto piaciuti, ma molti che mi hanno annoiata e proprio per questo niente podcast preferito questo mese...

Come vi dicevo prima, non ho visto molti film a marzo (solo due) e entrambi quelli che ho visto mi hanno colpito per motivi differenti. Nonostante questo, il film di marzo per me è senza dubbio A un metro da te, una storia d'amore e malattia che mi ha fatta piangere dall'inizio alla fine e che mi ha emozionata come pochi film hanno saputo fare, soprattutto di questo genere. Ve lo consiglio vivamente, anche se non apprezzate particolarmente questo tipo di produzioni cinematografiche, perchè merita di essere visto e, secondo me, è molto diverso e di almeno più spanne più in alto rispetto agli altri film di questo genere usciti negli ultimi anni. 


Grande amore di marzo è stato sicuramente Welcome to Waikiki un kdrama che ho recuperato in pochissimo tempo e che mi ha divertita come nessun'altra serie tv ha mai fatto. E' una serie stupenda, molto divertente, ma con momenti di serietà e di critica della società non indifferenti, insomma, un drama che merita di essere guardato e che tiene compagnia soprattutto dopo giornate lunghe e pesanti, infatti mi ha tirata su molte volte nelle giornate in cui tutto era andato storto. Guardatelo, io intanto scriverò l'articolo a riguardo e ve lo pubblicherò presto, tranquilli!



A marzo ho ripreso ad ascoltare musica, anche se non assiduamente come prima, ed ho scoperto una canzone stupenda, una canzone con un testo triste e che parla d'amore, insomma proprio come le canzoni che piacciono a me ahahah. Sto parlando di Better Man di Westlife.
 

  

E questo è tutto per questo mese! Conoscete qualcuna delle cose che ho inserito tra i miei preferiti? Quali sono state le vostre cose preferite di marzo? 
Al prossimo post,
Nali <3

giovedì 2 maggio 2019

Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro - Recensione

Buongiorno a tutti lettori, oggi parliamo di Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro, vincitore del premio Nobel per la letteratura del 2016, edito Einaudi (al prezzo di 13.00 euro in cartaceo e di 7.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ). 


Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall'intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole "donatore" e "assistente"? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d'ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.

Non sapevo cosa aspettarmi quando ho iniziato la lettura di Non lasciarmi. Sapevo che era un distopico, ma non è uno dei distopici convenzionali che ho letto in passato come Divergent, è diverso e con questa diversità è riuscito a prendermi il cuore e a stritolarmelo in una morsa senza che me ne accorgessi, lasciandomi a fine lettura con una sensazione di perdita indescrivibile. 

 Kath ci racconta la sua storia in prima persona, gli anni nel collegio, l'amicizia con Ruth e le altre ragazze, l'amicizia con Tommy e lo fa procedendo per episodi significativi portandoci per mano alla scoperta di un mondo che è cambiato, questo lo sappiamo, ma non sappiamo in che modo. Kath e gli altri vengono istruiti alle arti e a tutto ciò che noi tutti studiamo a scuola, ma non potranno scegliere il loro futuro, questo no. Tutto è stato già scritto per loro e la realtà che Kath scopre e che man mano svela anche a noi è crudele quando solo l'essere umano sa essere. 

E' stato letteralmente un pugno nello stomaco leggere le ultime pagine di questo romanzo. Per tutta la narrazione aspettavo un qualcosa che sapevo sarebbe arrivato, un qualcosa che avrebbe completamente cambiato la mia visione del libro e del mondo che Kath, attraverso i suoi occhi ingenui e all'oscuro di tutto ciò che si nasconde dietro il collegio e la sua vita, ci raccontava in ogni minimo dettaglio. E' una storia che non mi aspettavo, che mi ha lasciata con l'amaro in bocca e un senso di perdita... Quello di Ishiguro è un romanzo che parla di umanità e di vita e lo fa attraverso la storia di tre persone le cui vite sono sempre state legate l'una all'altra e che, ad un certo punto, si perdono per poi ritrovarsi. 

I personaggi sono la cosa che mi è piaciuta meno e in un romanzo che ho amato direi che non è una cosa molto rilevante. Tommy è stato il meno irritante dei tre e il mio preferito, un personaggio che ha un'evoluzione notevole all'interno del romanzo, diversa da ognuna delle evoluzioni vissute dalle altre due protagoniste. Ruth è quella che mi è piaciuta meno con il suo atteggiamento pretenzioso e il suo essere meschina, mentre Kath mi ha spesso irritata per il suo atteggiamento troppo remissivo, ma il suo senso di appartenenza e la sua malinconia mi sono entrati dentro e mi hanno lasciata senza fiato. 

Lo stile di Ishiguro non ha fronzoli, non è particolarmente articolato e non ha pretese da grande scrittore, è uno stile semplice che spinge il lettore a continuare la lettura, ad andare avanti a leggere la storia di Kath. Il modo in cui è organizzato il romanzo mi ha spinta a leggerlo con sempre maggiore velocità, volevo saperne di più, capire dove Ishiguro sarebbe andato a parare e devo ammettere che non mi ha per niente delusa una volta giunta alla conclusione, anzi. Ha la capacità di dire trasmettere tanto pur dicendo cose comuni, cose che sono contemplate nella nostra quotidianità ,ma che all'interno del romanzo assumono un significato completamente diverso e spaventoso. 

Insomma, Non lasciarmi è una storia che ti entra dentro, una storia che parla di vite create e distrutte, di scienza e, soprattutto, di rapporti umani. È la visione vivida e spaventosa di un'umanità che non si ferma davanti a niente per garantire un "bene comune" a coloro che ne fanno parte, pur lasciando al di fuori di questo bene comune una fetta di popolazione che viene dimenticata ed emarginata. Non è una semplice storia d'amore, c'è tanto altro al suo interno e non lo si capisce veramente sino a quando non si legge il romanzo sino alla sua ultima pagina. Ve lo consiglio, se ancora non lo avete letto fatelo, non ve ne pentirete, o almeno lo spero.

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?
Al prossimo post,
Nali <3