giovedì 20 giugno 2019

L'abc del Kdrama - I miei must watch

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, se mi seguite su instagram saprete già della mia nuova rubrica dedicata ai kdrama, un argomento di cui parla da anni anche qui. Con questa rubrica voglio diffondere un po' l'amore per i kdrama e aiutare coloro che vogliono guardarli a trovare qualcosa di adatto ai loro gusti!
Oggi parliamo dei miei must watch, drama che ho amato e che, secondo me, sono assolutamente imprescindibili se si vuole entrare nel mondo dei drama coreani, quindi direi di iniziare!

Dividerò questo post in categorie e vi proporrò un drama per ogni genere o sottogenere, così da incontrare i gusti un po' di tutti.

Storico


Siete amanti delle serie tv a tema storico, ho un drama che potrebbe fare al caso vostro, sopratutto se vi piacciono gli intrighi e qualche sano combattimento. Ovviamente sto parlando di Hwarang (smetterò mai di consigliarla? Probabilmente no). La serie è ambientata a Silla, uno dei tre regni in cui era divisa la penisola coreana (regno che poi sconfiggerà gli altri due e unificherà il paese con il patrocinio della Cina), e segue le vicende dei Hwarang, un corpo scelto di guardie che ha la caratteristica di arruolare solo ragazzi bellissimi, intelligenti e provenienti dalle migliori famiglie del paese. Protagonisi sono Moo Myeong (Dog Bird), Sam Maek Jong (Re Jinheung) e Aro, le cui vicende si intrecceranno inevitabilmente all'interno della narrazione.

Vi direi di guardarla solo e soltanto per la presenza del mio amato e adorato Park Seo Jung, ma capisco che questo potrebbe non essere un motivo tanto valido per voi... Comunque, ve la consiglio se cercate un'ottima ricostruzione storica, intrighi di corte e familiari e una storia che possa emozionarvi. Alcuni degli avvenimenti narrati, inoltre, sono realmente accaduti, infatti, i hwarang furono davvero un corpo scelto al servizio dell'Imperatore e ci sono anche altri elementi che ricalcano la realtà. 

Se volete saperne di più, visto che in questo post, dovendovi parlare di molte cose, non voglio dilungarmi troppo, trovate la mia opinione completa QUI.
Fantasy


Parlando di fantasy non posso non citarvi il drama più visto, conosciuto e amato di questo genere, Goblin. Ho letteralmente rotto le scatole a tutti quanti mentre guardavo questo drama, perchè è davvero stupendo. La storia è un po' complessa e ha delle dinamiche relative ad alcune credenze coreane riguardo la reincarnazione. Comunque, il protagonista è Jin Shin (Gong Yoo), un goblin, una creatura legendaria appartenente all'immaginario coreano. Abbiamo poi il cupo mietitore, interpretato da Lee Dong Wook (lo amo, nient'altro da aggiungere) e le due protagoniste femminili, Ji Eun Tak, intepretata da Kim Go Eun e Sunny, interpretata da Yo In Na.

Sulla trama non posso dirvi niente, altrimenti non vi godreste il drama, ma posso dirvi che gli avvenimenti del presente sono collegati a quelli del passato, con un'alternanza tra le due realtà che rende la narrazione molto dinamica e assolutamente interessante. Inoltre, è un drama molto emotivo, a mio parere, ci si commuove molto spesso, ma ci sono anche momenti di assoluta ilarità, soprattutto quando Jin Shim e il cupo mietitore si relazionano l'uno con l'altro. Insomma, è un drama che merita davvero di essere visto, fatto splendidamente e con una regia strabiliante, ci sono scene che a livello visivo e musicale sono fatte benissimo, ma in generale questa è una caratteristica dell'intera produzione.
Di questo non ho un post a cui rimandarvi, ma vi consiglio vivamente di fidarvi e guardarlo, perchè non ve ne pentirete!
School drama


Potrei essere banale e consigliarvi la serie degli School, ma non lo sarò e vi proporrò il drama che è riuscito a convincere persino fidanzato, che gli ha dato un 10 come votazione! Sto parlando di Solomon's Perjury un mistery school drama che mi ha fatta innamorare, una visione davvero meritevo, peccato che se ne parli pochissimo.
La storia ruota attorno alla morte di Lee So Woo, il quale viene trovato morto davanti a scuola. I ragazzi dell'istituto, a seguito delle indagini della polizia che lo hanno marchiato come un suicidio, decido di organizzare un'investigazione e, in seguito, un processo per scoprire la verità.  

Ho apprezzato molto il modo in cui è stata sviluppata la trama, con flashback e ricordi, andando a ricostruire vicende dolorose e a dipingere un quadro molto vivido di quella che è l'adolescenza al giorno d'oggi. E' un drama che vi consiglio se amate i misteri, ma anche se vi piacciono le produzioni che parlano di adolescenti con cognizione di causa e attenzione ai dettagli, senza minimizzare o levare importanza a questa delicata fase della vita.

Se volete saperne di più trovate la mia opinione completa QUI.



Mistery
 

In realtà il drama che vi sto proponendo potrebbe essere inserito sotto varie categorie, ma visto che la componenete mistery e di tensione è al centro dell'intera narrazione, lo inseriremo sotto questa categoria. Sto parlando di Mistress, altra serie che probabilmente ho visto solo io e i suoi attori, ma che secondo me è un must se si cerca qualcosa di diverso rispetto ai soliti drama romantici e molto soft. Questo è esplicito, come poche cose sono in Corea, ed è anche bello pieno di intrighi, ansia e omicidi, quindi tenetevi pronti a rimanere con il fiato sospeso.

 La storia è quella di quattro donne, quattro amiche che, ad un certo punto, entreranno in contatto con uomini che cambieranno la loro vita drasticamente e che le renderanno le protagoniste di un omicidio. Niente spoiler, succede tutto nei primi minuti della serie, soprattutto l'apparizione di un cadavere non identificato.
Insomma, una storia piena di suspence e fatta stra bene. L'intera produzione è di ottima qualità, soprattutto la fotografia, e gli attori hanno reso i loro ruoli con una capacità scenica davvero degna di nota, roba che non si vede spesso nei drama.
Quindi, se cercate un bel drama che vi tenga con il fiato sospeso e che sia diverso da quelli che guardate di solito, Mistress potrebbe essere una bellissima scoperta, credetemi per me è stato così. 

Se volete saperne di più, trovate la mia opinione completa QUI.

Comedy

Perchè se è vero che i drama coreani hanno tutti una punta di trash e di divertimento al loro interno, è anche vero che di drama comedy nel vero senso del termine ce n'è sempre bisogno e quindi eccomi qui a parlarvi di Welcome to Waikiki, la serie che mi ha fatto compagnia in uno dei mesi più brutti che io abbia passato qui a Venezia. E' una perfetta serie da sessione estiva o per quei periodi in cui cercate qualcosa che vi faccia svagare e non vi faccia pensare.

La storia è quella di sei ragazzi, tre donne e tre uomini, che vivono tutti sotto lo stesso tetto in una casa vacanza da loro gestita, Waikiki. Sono sei persone squattrinate, che non sanno cosa fare della loro vita e che intrecciano relazioni amorose nei modi più disparati. Insomma, c'è di che divertirsi, credetemi! Ho riso dall'inizio alla fine e penso che sia uno dei migliori drama comici che io abbia mai visto, non che ne abbia visti molti, ma tant'è.
ATTENZIONE - Ovviamente sto parlando della prima stagione, la seconda l'ho iniziata a guardare e droppata a dieci minuti dall'inizio. La prima è a tutt'altro livello, credetemi. 
 
Di questa non sono più riuscita a parlarvene qui sul blog, ma penso che ve ne parlerò meglio in un post su Instagram appena avrò tempo e due minuti da dedicargli!
 
Love story

Ci sono almeno altri tre/quattro drama che potrei inserire in questa categoria, ma di quelli parleremo in un post a parte più avanti, oggi voglio parlarvi DEL drama d'amore per me più bello (che poi potrebbe anche non essere il più bello, ma io lo amo alla follia, quindi niente, ciao, guardatelo!), Descendants of the sun con Song Joong Ki e Song Hye Kyo che, tral'altro, adesso sono anche sposati (con mio grande disappunto, visto che volevo sposare io Song Joon Ki...).
Lei medico, lui militare, andranno insieme in missione in un paese di guerra e la loro storia da'amore fiorirà, tra sangue, lacrime e tanta disperazione.

Insomma, c'è tutto ciò che può piacermi e spero che possa piacere anche a voi, perchè questo drama è stato uno dei primi che ho guardato e da allora è anche uno dei miei preferiti in assoluto!
Davvero consigliato per chi ama le belle storie d'amore, no instalove, no triangoli, solo una bella storia d'amore e Song Joon Ki senza maglietta. GUARDATELO!
Anche di questo niente opinione, perchè al tempo ancora non parlavo di drama sul blog, ma penso che questo mio piccoloriassunto sia abbastanza esaustivo ahahaha


Ben ,qeusto è tutto con i miei must watch, spero che il post vi sia utile e che guarderete una di queste mio proposte, o magari tutte, chi lo sa! Comunque, se vi va di seguire la rubrica, vi rimando alla mia pagina Instagram, dove pubblicherò la maggior parte degli appuntamenti (lo trovate QUI).
 
Avete visto qualcuno dei titoli proposto o ve ne interessa qualcuno?
Al prossimo post,
Nali <3

lunedì 17 giugno 2019

Raisekamika di Hajime Segawa - First Impression

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi condivido con voi le mie prima impressioni riguardo Raisekamika di Hajine Segawa, nuova serie manga edita Star Comics (al prezzo di 5.90 euro a volume - potete acquistarlo QUI ). 

 

Dopo essere stato abbandonato dai genitori, Raise Okuni si guadagna da vivere lavorando il più possibile. Un giorno però, insieme a una studentessa di nome Kamika trasferitasi da un altro paese (che all'inizio lo scambia per un maniaco), viene improvvisamente catapultato in un mondo sconosciuto... Comincia così una storia d'azione e combattimento in puro stile giapponese.

Avete presente quando iniziate una cosa perchè sembra interessante e poi questa vi stupisce e vi lascia senza parole? Ecco, questo è quello che è successo con questo primo volume di Raisekamika. 

La storia è quella di Raise, un giovane che, abbandonato dai propri genitori, vive la sua vita all'insegna del dovere, piuttosto che del piacere, e Kamika, appena trasferitasi dalla Svezia. I due si troveranno all'improvviso catapultati in un mondo sconosciuto e scopriranno una serie di verità legate al loro passato.

Se cercate qualcosa che sia puramente giapponese, questo manga è fa assolutamente al caso vostro. Ci sono leggende popolari, miti della creazione ed una serie di figure leggendarie che fanno parte dell'immaginario popolare giapponese sin dalle origini. Per non parlare dei diversi riferimenti non solo a credenze shintoiste, ma anche buddhiste e tanti altri elementi che, studiandoli possono anche annoia (credetemi, dopo due settimane a studiare Buddha no stop volevo lanciare il libro dal balcone), ma che inseriti nel contesto di una storia d'avventura come quella di Raise e Kamika diventano molto interessanti. 

E' un manga che, come avrete capito, ha una grossa ricerca alle sue spalle, e questo si vede tutto nello sviluppo della trama e dei diversi personaggi. Non posso ancora sbilanciarmi, essendo solo al primo volume, ma questa serie promette grandi cose e dai diversi risvolti che abbiamo avuto in questo primo volume ho notato diversi elementi che sviluppati bene sarebbero una bomba. 

Per quanto riguarda i personaggi, sono molto vari e, soprattutto, hanno una caratterizzazione molto diversificata, dovuta sia a ciò che scopriremo durante la narrazione, sia alle loro proprie caratteristiche. Conoscendo i diversi miti dai quali la storia prende alcuni elementi, ho notato diverse corrispondenze caratteriali tra i diversi protagonisti e personaggi legendari e devo dire che è stato fatto un ottimo lavoro anche sotto questo punto di vista. 

Se devo trovargli una pecca, le scene d'azione sono troppo confusionarie... Ancora, potrebbe essere una mia problematica, ma le ho trovate troppo piene di elementi, difficili da seguire, insomma andavano a stonare con la bellezza della trama e con le altre tavole. Il tratto è molto marcato, in generale, ma in alcuni punti si addolcisce molto, soprattutto con alcuni personaggi come Kamika e Ise. In generale non mi è dispiaciuto anche se, come vi dicevo sopra, non sono riuscita ad apprezzare le scene d'azione e lotta, ahimè. 

Comunque, in linea di massima un ottimo primo volume, molto promettente e con una storia pazzesca, ora sono proprio curiosa di vedere cos'altro si inventerà Hajime Segawa nei prossimi volumi! La continuerò? Sicuramente si, non ci sono dubbi su questo!

Cosa ne pensate? Lo avete letto o vorreste recuperarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

sabato 15 giugno 2019

La ragazza del faro di Alessia Coppola - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi sono qui per parlarvi di La ragazza del faro di Alessia Coppola, edito Newton Compton (al prezzo di 9.90 euro in cartaceo e di 0.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ). 

 

Nel mare Adriatico c'è un'isola incantevole, cullata dall'abbraccio delle onde. È l'Isola dei Gigli di mare, tra le cui sponde si snodano le vicende di Luna, una ragazza dal passato tormentato e un futuro riposto nelle stelle. La vita di Luna cambia all'improvviso quando dal mare arriva una misteriosa scatola: al suo interno alcune foto, sbiadite dall'acqua e dal tempo, che la ritraggono da bambina insieme alla madre, scomparsa quando Luna aveva solo sei anni. Chi ha scattato quelle foto? E perché ora si trovano tra le sue mani? Convinta che non possa trattarsi di un caso, la ragazza comincia a interrogare le stelle, che - proprio come sua madre - Luna studia sin da piccola, incoraggiata da suo zio, il guardiano del faro. Quando le speranze di arrivare a risolvere quell'enigma sembrano svanite, ecco che sull'isola arriva qualcuno, forse in grado di darle le risposte che cerca: si chiama Hermes ed è un giovane fotografo giunto a immortalare le bellezze del posto. Hermes e Luna non sanno che c'è un antico segreto che li riguarda. Un segreto che prima o poi qualcuno riporterà alla luce...
 Ho perso ormai il conto di quanti libri di Alessia Coppola io abbia letto, ma ogni volta riesce a stupirmi e a prendermi il cuore. E' una delle poche autrici di romance italiane (e non solo) che seguo con piacere e anche questa volta non mi ha delusa.

La storia è quella di Luna, una ragazza dell'Isola dei Gigli che cerca di trovare una stella che, apparentemente, non esite, ma che sua madre ha inseguito sino al giorno della sua morte. Luna crede nel destino e quando un giovane si presenterà alla porta di suo nonno e le chiederà di fargli da guida, non esiterà, cattura dai suoi occhi colore del mare che tanto ama. Tutto cambierà in Luna, ma un segreto potrebbe ribaltare le sue convinzioni e stravolgere la sua vita un'altra volta. 

Sono stata sin da subito cattura dalla storia, soprattutto dalla scrittura dell'autrice, che risulta poetica e scorrevole. Alessia Coppola ci porta in un mondo di magia, governato dal destino, in cui le stelle sono al centro, perchè è attraverso di essere che Luna traccia il suo cammino e quello di coloro che la circondano. Ho amato la centralità dell'astrologia all'interno del romanzo, è un argomento estremamente affascinante e qui è trattato molto bene, in maniera dettagliata e intrigante. Altro elemento fondamentale è il mare, ed è stato un po' come tornare a casa perchè leggendo le parole di Luna ricordavo del mio mare, che poi è un po' il medesimo, visto che anch'io sono di quelle parti. Il mare è una costante, è un elemento dal quale ci si allontana, ma al quale si ritorna sempre, perchè cattura e fa innamorare di sè e Luna questo lo sa bene.

Per quanto riguarda i personaggi, ce ne sono così tanti che mi hanno preso il cuore che farei prima a dirvi quelli che non mi sono piaciuti, ma non lo farò. Vi dirò, invece, che Luna è straordinaria, è una donna fuori dal mondo, una creatura irraggiungibile che in molti cercano di afferrare invano e così è anche Hermes, seppur a modo suo, perchè anche lui non si lascia imbrigliare, è uno spirito libero e non smetterà mai di esserlo. E poi ci sono i personaggi secondari, Ammone, Amelia, Arturo, che sto notando adesso hanno tutti la stessa iniziale, sarà una coincidenza? Sono personaggi che contribuiscono a rendere questa storia magica, sono i motori della narrazione e sono anche individui che, a modo loro, assomigliano un po' a Luna. Sono dei sognatori e non cambieranno mai, nonostante tutto. 

E adesso parliamo del finale, senza spoiler tranquilli. Devo ammettere che me lo aspettavo, ma volevo credere che non fosse così, volevo credere che il destino non avesse giocato con Luna ed Hermes, ma evidentemente mi sbagliavo. Non mi ha fatta impazzire, perchè volevo un finale diverso per la loro storia, ma capisco il perchè sia andata così.


Insomma, una storia da leggere tutta d'un fiato (proprio come ho fatto io) e da assaporare in ogni sua pagina, perfetta per essere letta in riva al mare in queste belle giornate di sole e caldo.

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?
Al prossimo post,
Nali <3

venerdì 14 giugno 2019

La geisha e il suonatore di banjo di Jerome Hallier - Recensione

Buongiorno a tutti lettori, oggi parliamo di La geisha e il suonatore di banjo di Gerome Hallier, edito Giunti editore (al prezzo di 15.00 euro in cartaceo e di 8.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ).
Kyoto, 1900. In una delle più eleganti case da tè della città, vive O-miya, una giovane geisha che sogna di evadere dai confini ristretti del suo mondo. Un mondo dove fin da bambina le è stato insegnato come muoversi, parlare, vestirsi, in cui non c'è spazio per i propri desideri e nemmeno per l'amore, visto che è la sua padrona a scegliere per lei amanti e protettori. Ma un giorno un vecchio liutaio dona alla ragazza un misterioso shamisen, che ha il potere di commuovere chiunque lo ascolti. Così la fama di O-miya arriva fino all'imperatore, che le chiede di unirsi alla delegazione giapponese in partenza per l'Esposizione Universale di Parigi. Il gruppo di geishe risveglia la curiosità degli europei, che fanno la fila per vederle, ma è impossibile sfuggire alla rigida sorveglianza del capitano Yoshikawa, che le accompagna ovunque ed è segretamente innamorato della bella musicista. Finché l'inaspettato crollo di un'installazione non crea il panico tra la folla, e O-miya si ritrova fra le braccia di Tommy, un affascinante suonatore di banjo venuto dall'America... Due mondi lontanissimi, l'antico Oriente e il moderno Occidente, si incontrano a Parigi attraverso i destini di O-miya e Tommy. E forse, per qualche istante magico, la musica e l'amore riusciranno ad annullare la distanza che li separa.
Siamo nel 1900 e una geisha di Kyoto incanta tutti con la sua musica e il suo canto, un ragazzo americano si diverte a suonare il suo banjo diventando famoso e uno strano ricercatore francese cerca di realizzare dei ritratti audio dei suoni del mondo. Questi i presupposti della nostra storia, ma come si intrecceranno le vite dei tre protagonisti? Lo scoprirete solo leggendo!

Mi sono avvicinata a questo romanzo pensando fosse una storia d'amore, e per certi versi lo è, ma non la storia che mi aspettavo. Per tutta la lettura sentivo che mi mancava qualcosa perchè il tema amoroso è parecchio marginale e sviluppato in pochissime pagine. Però questo romanzo si lascia apprezzare per altro, questo ve lo garantisco. 

La cosa forse più bella sono le ambientazioni e la ricostruzione storica, infatti l'autore riesce a ricostruire tre luoghi diversi, tutti molto differenti e distanti tra loro e lo fa con grande maestria. Le descrizioni dell'Esposizione internazionale di Parigi del 1900 mi hanno colpita particolarmente, perchè mi sembrava di essere con i protagonisti e di camminare tra i diversi padiglioni, opere monumentali in seguito distrutte per far spazio alla bellezza di Parigi.

Per quanto riguarda la trama, è lenta,  ma non per questo noiosa. Le diverse vicende sono distribuite molto bene all'interno della narrazione e sebbene quello che aspettiamo sin dall'inizio ci metta un po' a realizzarsi, le vicende narrate sono abbastanza interessanti per intrattenere il lettore durante l'attesa.E per tutto il tempo ci chiediamo "cosa succederà?", "come avverrà?" e continuiamo imperterriti a leggere di questi tre individui che apparentemente non hanno niente in comune, se non la loro passione per i suoni e le melodie.
Vediamo, inoltre, lo sviluppo dei personaggi, la loro crescita durante questo viaggio che si protrarrà per un anno.

Lo stile di scrittura è molto semplice e per nulla artificio, rende la lettura scorrevole e piacevole e si addice molto bene alla delicatezza della storia narrata, nonostante non sia il suo punto forte. 

Insomma, La geisha e il suonatore di banjo è un romanzo molto bello e piacevole che vi piacerà se amate le ricostruzioni storiche fatte come si deve e immergervi in un passato del quale sapete ben poco, accompagnati dalla melodia di strumenti diversi, ma per certi versi complementari. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto?
Al prossimo post,
Nali <3

lunedì 10 giugno 2019

Rascal does not dream of bunny girl senpai - Manga Addicted

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di uno degli ultimi anime che ho guardato, Rascal does not dream of bunny girl senpai, uscito l'anno scorso, era un anime che volevo recuperare da parecchio e che mi ha sorpresa!

 

La vita di Sakuta Azusagawa prende una piega inaspettata quando incontra una giovane attrice, Mai Sakurajima, intenta a girovagare per una libreria con indosso un costume da coniglietta, ma senza che nessuno noti la sua presenza. Mai rimane incuriosita dal fatto che Sakuta sia l'unico in grado di vederla e che gli altri non considerino minimamente la sua presenza, anche quando indossa un abito meno stravagante o rimane lontana dalla sua vita da attrice. Chiamando questo fenomeno "Sindrome dell'adolescenza", Sakuta decide di risolvere il mistero, legando maggiormente con Mai e anche con altre ragazze che soffrono della stessa sindrome. 

La light novel da cui è tratto l'anime è dello stesso autore di quella da cui è tratto Just Because (ve ne parlo QUI ), quindi mi sarei dovuta aspettare un anime abbastanza impegnato, invece ero partita con l'aspettativa di guardare un qualcosa di divertente e leggero.

La storia è quella di Sakuta Azusagawa, un liceale che vive da solo con sua sorella minore e che inizia a vedere una ragazza della sua scuola vestita da coniglietta. La cosa lo lascia parecchio interdetto e all'inizio persa che sia la sua immaginazione a fargli brutti scherzi, visto che la ragazza sembra essere invisibile. Da qui partirà una storia che in 13 episodi racconta di "sindrome adolescenziale" e di come i ragazzi affrontano la loro adolescenza, il periodo forse più difficile della nostra vita.
E' stata una visione che mi ha regalato tante emozioni, è una storia non semplice da guardare, fa molto male, soprattutto se un po' vi rivedete nei protagonisti, come è successo a me. Questo anime riesce a raccontare l'adolescenza in maniera chiara e veritiera e lo fa parlando di giovani a 360°, descrivendoci emozioni, sensazioni, pensieri e azioni, il tutto con un tocco di sovrannaturale che non stanca mai.

I diversi personaggi affrontano problematiche diverse e ognuno di loro riesce a toccare le corde del cuore in maniera differente, riportando a galla sensazioni che probabilmente avevamo dimenticato o che non abbiamo mai provato. Mi sono piaciuti tutti, chi più, chi meno, ma i due protagonisti e Kaede, la sorellina di Sakuta, sono in assoluto i miei preferti. Sono le persone con le quali ognuno di noi avrebbe voluto passare la propria adolescenza, si aiutano a vicenda e cercano sempre di essere comprensivi l'un l'altro, il che è davvero molto toccante in alcuni momenti.
Per quanto riguarda la grafica, l'ho trovata straordinaria, fatta molto bene, soprattutto dal punto di vista cronatico, ci sono diverse scene in cui non si riesce a staccare gli occhi dallo schermo per quanto sono belli i paesaggi o i diversi accostamenti di colori, stupendo.
Insomma, è un anime che mi ha emozionata e che ho sentito molto vicino, una produzione particolare, ma meritevole che piacerà soprattutto a coloro a cui piacciono le storie un po' più serie e, si, a tratti drammatiche. Per quanto mi riguarda, ve lo consiglio vivamente!

Cosa ne pensate? Lo avete visto o volete guardarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

mercoledì 5 giugno 2019

Ciak si gira - consigli di una filmaholic #22 | Rocketman

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi sono qui per parlarvi di una delle mie ultime visioni cinematografiche, Rocketman, film dedicato ad Elton John uscito nelle sale italiane qualche giorno fa!


La vita di Reginald Dwight, rockstar multimilionaria nota al mondo con il nome d'arte di Elton Hercules John, scorre a ritroso, partendo da una seduta di alcolisti anonimi. Qui John trova il modo di affrontare i demoni del proprio passato e ripercorrere i passi che l'hanno condotto in questo stato. 

Partiamo da una costatazione iniziale del tutto doverosa: è un film bomba.
Bene, adesso posso parlarvene approfonditamente, iniziamo!

Conoscendo il mio amore infinito per i musical, sapevo già che questo film avrebbe preso il mio cuore, nonostante la figura di Elton John mi fosse quasi completamente estranea se non per alcune sue canzoni. Sin dalle prime scene ho avuto gli occhi a cuore e non ho potuto fare a meno di adorare alla follia questo film, nonostante i diversi paragoni che sono stati fatti con Bohemian Rapsody, con il quale condivide il registra e gli anni in cui è ambientato, e questo si nota sin da subito.

La storia inizia con Elton che decide di partecipare ad una seduta degli alcolisti anonimi e di lì inizia a raccontarci come il piccolo Elton, nella sua famiglia disfunzionale e anaffettiva, sia arrivato ad essere la leggenda che è adesso, nonostante tutto. I fatti narrati sono fedeli alla realtà, in quanto il produttore è Elton stesso, il quale ha voluto raccontare la sua storia senza filtri e senza indorare la pillola. Quello che ne è venuto fuori è un film personale e molto profondo in cui il cantante si mette a nudo e trasmette tutto ciò che ha provato a noi spettatori.

La tecnica narrativa utilizzata è molto efficace, le diverse vicende ci vengono narrate in flashback dallo stesso Elton e la prima scena è forse una delle più belle e meglio riuscite del film. Per non parlare dei montaggi musicali all'interno del film, ci sono diverse scene in cui si susseguono diversi concerti nella stessa seguenza narrativa e sono, a mio parere, le scene più belle in quanto vediamo il progressivo cambiamento del protagonista e del suo sempre più fragile stato emotivo. 



Gran lavoro fatto da Taron Egerton, il quale non solo ha interpretato il ruolo del protagonista con una maestria eccezionale e con una capacità recitativa e scenica strabilianti, dimostrando a tutti che grande attore è, ma ha anche cantato tutte le canzoni presenti nel film per rendere la produzione il più veritiera possibile. Interpetazioni magistrali anche per Richard Madden (ma quanto è figo?!) e per
Bryce Dallas Howard, rispettivamente John Reid, manager di Elton e anche dei Queen, e
Sheila Eileen, madre di Elton.
Non vi parlo neanche della bellezza della colonna sonora, perchè so che almeno una volta nella vostra vita avete ascoltato una delle sue canzoni e il modo in cui vengono incluse nella narrazione, fino ad esserne completamente inglobate è stupendo. Elton ci racconta la sua storia attraverso le sue  canzoni e tutti i suoi testi prendono vita per trasmetterci tutto ciò che vi si nascondeva dietro.

Insomma, una produzione assolutamente eccezionale, un film che andrebbe assolutamente visto se amate i musical, perchè anche se di Elton non ne sapete niente vi innamorerete di lui e la sua storia risucirà sicuramente ad emozionarvi, come è successo a me che verso la fine mi son ritrovata con le lacrime agli occhi. Consigliatissimo!


Cosa ne pensate? Lo avete visto o andrete a guardarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

lunedì 27 maggio 2019

La vertigine che ho di te di Gina Laddaga - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di una novità pubblicata in self, La vertigine che ho di te di Gina Laddaga (disponibile in digitale a 1.99 euro - potete acquistarlo QUI ). 

 

Leda ha paura: dell’amore, del contatto fisico, di dare il proprio cuore a qualcun altro. È stata ferita, e per questo ha innalzato un muro invalicabile. Ha abbandonato gli studi e per mantenersi lavora come cameriera; non vuole più dipendere da nessuno. L’ultima volta che si è fidata di qualcuno il suo cuore si è spezzato, eppure continua a sopravvivere.
Sebastiano ha studiato infermieristica, ma nella vita ha deciso di aiutare le persone lavorando in ambulanza e insegnando difesa personale in una palestra. Quando Leda, trascinata dalla migliore amica, inizia a frequentare la lezione di prova del corso di Sebastiano, l’elettricità tra i due sarà palpabile, ma Leda avrà difficoltà a fidarsi. Seba, però, rimasto folgorato dalla fragilità di Leda, è risoluto ad avvicinarla, vuole conoscerla e vorrebbe salvarla, salvare il suo cuore.
La paura lascerà davvero posto all’amore? E l’amore aiuterà la nostra protagonista a combattere i fantasmi del suo passato? Una storia di dolore e riscatto, dove l’amore è l’unica via possibile per risollevarsi.

Tempo fa vi avevo parlato di Perfetta ma non per lui, romanzo d'esordio in self di Gina Laddaga, e oggi sono qui per parlarvi del suo secondo romanzo pubblicato in self, La vertigine che ho di te!

La storia è quella di Leda che, dopo un trauma passato, ha paura del contatto fisico e non solo. Leda non riesce più a vivere come un tempo e si nasconde dietro due lavori e un apparente tranquillità. Tutto cambia quando la sua migliore amica la porta ad un corso di autodifesa. E' qui che Leda incontra Sebastiano, che si divide tra il suo lavoro di istruttore e quello in ambulanza. Tra i due si instaurerà subito qualcosa di nuovo e importante, ma la paura di lei metterà dei freni ai nuovi sentimenti che stanno nascendo. 

Non è semplice parlare di violenza, è una tematica fin troppo delicata perchè sia affrontata in maniera esaustiva, soprattutto in un romanzo. Detto questo, devo ammettere che in questo romanzo è affrontata con più delicatezza possibile. Gina ha cercato di mettere in luce le difficoltà che potrebbe affrontare una persona che ha subito un trauma così forte e lo fa analizzando la psiche di Leda in maniera molto attenta e dettagliata. Insomma, mi è piaciuto il modo in cui viene sviluppato il tema, in quanto non viene affatto minimizzato o reso come qualcosa che può essere risolta trovando qualcun'altro da amare. 

Per quanto riguarda i diversi personaggi, la migliore amica della protagonista è in assoluto la mia preferita. E' una persona nella quale mi sono rivista molto (e per questo non vedo l'ora di leggere il romanzo dedicato a lei - Gina sbrigati, su su) e non ho potuto fare a meno di empatizzare con lei nei momenti in cui Leda era al suo peggio. Leda, d'altra parte, è un personaggio molto complesso che non mi è affatto dispiaciuto. E' ben caratterizzata e i suoi sentimenti e le sue sensazioni sono giungono al lettore senza alcun problema. Anche Sebastiano non mi è dispiaciuto come personaggi, anche se non rientra tra i miei personaggi preferiti del romanzo, tra i quali, invece, fa la sua comparsa il padre di Leda.

E', inoltre, evidente l'evoluzione stilistica tra il primo e il secondo romanzo dell'autrice, il miglioramento è evidente e questo gioca sicuramente a favore del romanzo, il quale appare come un'opera più matura rispetto alla precedente. 

Insomma, se cercate una bella storia che non sia scontata e che affronti anche tematiche non proprio semplici, vi consiglio assolutamente di leggere La vertigine che ho di te, non ve ne pentirete!

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?
Al prossimo post,
Nali <3

venerdì 24 maggio 2019

Perfect world di Rie Aruga - First Impression

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi voglio condividere con voi le mie prime impressioni riguardo Perfect World di Rie Aruga, edito Edizioni Star Comics (al prezzo di 4.90 euro in cartaceo - potete acquistarlo QUI ). 

 

Tsugumi Kawana (26 anni) lavora in un'azienda che si occupa di interior design. Durante una serata insieme allo staff di uno studio di architettura con cui collabora, incontra Itsuki Ayukawa, suo ex compagno delle superiori nonché primo amore. Nel rivederlo, la ragazza sente il cuore che le batte all'impazzata, ma scopre anche che ora Itsuki non può più camminare. In un primo momento Tsugumi pensa che sarebbe impossibile avere una relazione con lui, poi però...

Avevo letto diverse prime impressioni positive riguardo questo manga, quindi volevo provare a vedere se effettivamente poteva essere una serie che facesse al caso mio. Perfect world, essendo uno josei, tratta tematiche molto più serie e importanti rispetto agli shoujo, infatti, la tematica principale di questa serie è la disabilità. 

La nostra protagonista, Tsugumi Kawana lavora come interior designer in una compagnia e durante una cena di lavoro rincontra il suo primo amore, Ayukawa. Kawana non lo vedeva dai tempi del liceo e rimane spiazzata alla vista del ragazzo sulla carrozzella. Kawana apprende dell'incidente di Ayukawa e decide di non seguire i battiti del suo cuore che la portano verso di lui con insistenza. Ben presto, però, si renderà conto che non si può zittire il cuore e che le sofferenze che potrebbe causarle una eventuale relazione con Ayukawa non sono abbastanza rilevanti per non prendere neanche in considerazione l'idea di avere una relazione con lui.
È un manga che rischia molto trattando queste tematiche, soprattutto visto che la mangaka è alla sua prima opera pubblicata. Nonostante questo, penso che la tematica della disabilità, almeno in questo primo volume, sia stata affrontata in maniera molto delicata e senza sminuire le problematiche che essa comporta. Rie Aruga analizza le diverse problematiche della disabilità e delle relazioni interpersonali tra persone disabili e persone che non lo sono e lo fa in maniera molto accorta e davvero ben strutturata. Non è facile affrontare queste tematiche, ma l'autrice è riuscita a farlo senza cadere nella banalità e senza sminuire la condizione di Ayukawa.
Per quanto riguarda i personaggi, sono caratterizzati molto bene, soprattutto Ayukawa, attraverso il quale il manga riesce a trasmettere le diverse emozioni e sensazioni provocate dalla disabilità. Anche Kawana è stata strutturata benissimo, il suo esitare, i suoi pensieri e le diverse sensazioni che prova sono reali e tangibili e ognuno di noi potrebbe immedesimarsi in lei.
Le tavole, poi, sono molto belle, la Aruga ha uno stile non troppo convenzionale, infatti cerca di distaccarsi dallo stile dei tradizionali shoujo e lo fa in maniera eccellente. Certo, il suo è a mio parere un tratto che va ancora perfezionato, ma che nel corso del fumetto mi aspetto di vedere evolversi. 

 Insomma, il primo volume di Perfect world si è rivelata una lettura piacevole e sorprendente. E' una serie che sicuramente continuerò a leggere e non vedo già l'ora di scoprire come si evolverà la relazione tra i due protagonisti nel corso del secondo volume!

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

giovedì 23 maggio 2019

Lux di Eleonora Marangoni - Recensione

Buongiorno a tutti lettori, oggi parliamo di uno dei finalisti del premio strega, Lux di Eleonora Marangoni edito Neri Pozza (al prezzo di 17.00 euro in cartaceo e di 9.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ). 


Ci sono molti modi di trasformare qualcuno in un fantasma, e Thomas Edwards si è scelto il suo. La sua vita non ha proprio niente che non va: Tom è un giovane italoinglese di buona famiglia, che abita a Londra e viaggia spesso per lavoro. Architetto, gestisce con successo uno studio di light design, e da quasi un anno fa coppia fissa con Ottie Davis, una chef in carriera con un figlio di sette anni, Martin. Ma Thomas abita il mondo solo in superficie: schivo e in parte irrisolto, lascia che la vita scorra senza pensarci troppo; il suo ricordo di un amore finito, quello per Sophie Selwood, è una presenza costante e tangibile, che illumina gli eventi e le cose che lo circondano, e ci racconta di come l'amore, o il ricordo dell'amore, possano trasformarsi in una composta e implacabile ossessione. Una strana eredità da parte di un eccentrico zio costringe Thomas a uscire dalla quotidianità. Un viaggio verso un'isola del sud Italia, un albergo affascinante e malandato e un fine settimana imprevisto - in compagnia della gente del posto e degli altri forestieri giunti a loro volta sull'isola - saranno l'occasione perfetta per sparigliare le carte, guardare le cose da un altro punto di vista e fare finalmente i conti con il passato, questo animale saggio e al contempo grottesco che sembra sempre volerci indicare la strada.

Non sono partita con aspettative altissime su questo romanzo, non ne sapevo niente e le persone che lo hanno letto non ne sono rimaste entusiaste e capisco anche il perchè.

La storia narrata è quella di Thomas Edwards, un tecnico delle luci che, a seguito della morte di suoi zio Valentino, riceve una strana eredità. Il giovane, infatti, eredita un hotel nel sud dell'Italia, un baobab e una sorgente, tre cose che suo zio ha acquisito durante gli anni e che ha pensato bene di lasciargli. Lo zio Valentino è sempre stato un uomo eccentrico, ma nonostante questo Thomas rimane stupido dallo strano lascito e decide di venderlo non appena un'offerta viene presentata al suo avvocato. Inizierà così la sua avventura nel sud dell'Italia alla scoperta di questo hotel immerso nella natura e non solo. 

La prima parte del romanzo mi ha subito colpita, non solo per lo stile di scrittura dell'autrice che, a mio parere, è il punto forte dell'intero romanzo, ma anche per la storia. La prima parte è estremamente interessante e lo stile dell'autrice contribuisce a catturarti per portarti nella testa di Thomas e dei diversi personaggi che affollano il romanzo. Il problema giunge nella seconda parte del testo, in cui l'autrice sembra un po' perdere il controllo dei diversi personaggi introdotti. Il testo diventa confusionario, le voci si affollano e non si giunge da nessuna parte. Nell'ultima parte del romanzo l'autrice riesce a riprendere i fili della narrazione, ma ormai è andata perduta l'atmosfera magica che era riuscita a creare all'inizio. 

La storia non ha un evoluzione complessa, anzi, risulta abbastanza lineare e logica, ma le troppe voci narranti presenti nella parte centrale del romanzo, l'hanno reso troppo confuso e carico di elementi che, a mio parere, risultano superflui ai fini della narrazione della storia di Thomas. Anche perchè, alla fine, le diverse storie narrate nella parte centrale si perdono, non ci viene più detto niente riguardo i personaggi che erano stati introdotti, i quali avevano avuto un ruolo limitato nell'influenzare la storia di Thomas. Insomma, a mio parere sono stati introdotti troppi elementi superflui che hanno appesantito il romanzo rendendolo carico e pesante. 

Lo stile di scrittura dell'autrice è ciò che tiene in piedi l'intera narrazione. Soprattutto all'inizio, ma anche nel corpo centrale del romanzo, riesce a catturarti e farti riflettere su una serie di aspetti della vita e lo fa con una maestria unica, senza mai risultare pesante, nonostante le numerose elencazioni e gli innumerevoli e futili che andava ad aggiungere ad ogni singola riflessione. 

Per quanto rigarda i personaggi, mi sono sembrati tutti un po' insignificanti, caratterizzati non benissimo, ma non proprio da bocciare interamente. Infatti, l'autrice riesce a creare almeno un paio di personaggi degni di nota e non troppo scialbi, come Gandini e Thomas stesso, nonostante non sia uno dei miei personaggi preferiti. Per il resto, mi son sembrati tutti già visti, abbiamo Ottie, la fidanzata insicura che sa di non essere amata e si sente infelice per questo, poi c'è Gero, il classico e stereotipato uomo del sud scansafatiche e pieno di debiti, un uomo furbo, che sa come raggirare la gente per avere il massimo vantaggio da ognuno e poi Gandini, il classico intellettualoide del nord, stanco della sua vita milanese che cerca un po' di riposo dalla sua scilaba esistenza in quel paradiso tropicale che è lo Zelda. Gandini si da un tono e ha sempre un atteggiamento di superiorità, nonostante sia ormai un uomo che non ha alcuna prospettiva futura, se non quella di continuare a vaneggiare sulla sua passata e fasulla fama.

Insomma, un romanzo d'esordio non proprio eccezionale, ma promettente dal punto di vista stilistico. La Marangoni non mi ha affatto conquistato con questo romanzo, ma devo ammettere che non rifiuterei a priori di leggere un suo futuro romanzo, perchè sembra un'autrice molto promettente, seppur questo suo primo romanzo non sia un granchè. 


Cosa ne pensate? Lo avete letto?
Al prossimo post,
Nali <3

mercoledì 22 maggio 2019

Monstress - Risveglio di Marjorie Liu e Sana Takeda - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di Monstress - Risveglio, primo di tre volumi della serie fantasy di Marjorie Liu e Sana Takeda, edita Oscar Ink (al prezzo di 19.00 euro nella versione cartacea - potete acquistarla QUI ). 


Maika è una sopravvissuta. La guerra si è presa il suo braccio sinistro. Ora lo spaventoso potere che è in lei vuole prendersi il resto. Tra steampunk e Kaiju, l'acclamata, sontuosa, magnifica rivelazione del fumetto nippo-americano.

Mi sono approcciata Mostress con molta curiosità, la storia mi incuriosiva molto e le tavole mi sono subito sembrate stupende, con i loro colori e il loro tratto così diverso da tutto ciò a cui sono abituata. Peccato che la mia lettura non sia andata benissimo...

La storia è quella di Maika Halfwolf, una arcanica che ha perso un braccio durante la guerra e non solo. Maika, infatti, è alla ricerca della verità dietro la morte di sua madre e non avrà pace sino a quando non avrà svelato ogni mistero. Durante il suo cammino, però, verrà intralciata da diverse forze, tra cui una proveniente proprio dal suo corpo...

Ho trovato la storia sin troppo confusionaria, sin dall'inizio ci vengono gettate contro una serie di informazioni che vengono spiegate solo in seguito. Una serie di nomi, di razze delle quali non conosciamo niente e un passato del quale ignoriamo ogni dettaglio, ma che sembra fondamentale per capire la storia. Insomma, troppo perchè potessi trovare la lettura piacevole. Verso la seconda metà prende una piega migliore, diventa più lineare e iniziano ad essere spiegati una serie di elementi che, fossero stati spiegati sin dall'inizio avrebbero agevolato la lettura della prima parte della storia. Comunque, per quanto riguarda le vicende narrata, si fanno sempre più interessanti man mano che si prosegue con la lettura e, nonostante l'inizio non mi abbia presa affatto, verso la fine il mio interesse si è intensificato. 

Per quanto riguarda i diversi personaggi, trovo che siano caratterizzati in maniera discreta, Maika è un mondo tutto da scoprire, del quale abbiamo appena iniziato a vedere qualcosa, ma che penso nei prossimi volumi verrà svelato in maniera più dettagliata. E' comunque un personaggio davvero ben costruito, le sue sofferenze, i suoi dubbi, tutte le sue emozioni traspaiono dalle tavole e arrivano chiaramente al lettore. Per quanto riguarda gli altri personaggi, mi è piaciuto molto il maestro gatto, forse uno dei pochi punti positivi dell'intero fumetto, un gatto parlante con un'intelligenza fuori dal comune, insomma, un compagno di viaggio perfetto. Gli altri personaggi li ho trovati caratterizzati bene, seppur appaiano in maniera troppo limitata nel testo perchè possano essere sviluppati pienamente, anche per questo confido nel secondo volume. 

Worldbuilding e sistema magico sono accennati all'inizio e poi spiegati, non troppo approfonditamente, verso la fine e devo dire che ciò che le due autrici hanno costruito sembra molto promettente, ora bisogna vedere come se la giocheranno nei prossimi numeri della serie. 

Le tavole sono uno dei pochi elementi che mi sento di promuovere a pieni voti in questo primo volume, sono stupende, con uno stile originale, un mix tra manga giapponesi e fumetti tradizionali americani, un mix a mio parere che da un tocco nuovo e fresco a questo fumetto. Poi gli accostamenti cromatici fanno davvero moltissimo, il fatto che il fumetto sia interamente a colori lo rende un prodotto molto più completo, in quanto ha un effetto che il bianco e nero non avrebbe saputo trasmettere. 

Insomma, non una prima impressione positivissima, ma a mio parere ci sono le basi per una buona storia e un'ottima evoluzione dei personaggi, ora sta alle autrici giocarsela bene nei prossimi numeri!
Per ora è un ni, ma vedrò comunque di recuperare il secondo volume per vedere se migliora o se diventa un no pieno.

Cosa ne pensate? Lo avete letto? 
Al prossimo post,
Nali <3