lunedì 26 febbraio 2018

Kitchen di Banana Yoshimoto - Domino letterario

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, sono stata assente per un po' e penso che la cosa continuerà sino a quando la scuola non sarà finita e io non sarò riuscita ad entrare all'università dei miei sogni (incrociate le dita per me). Comunque, se volete seguirmi, sul canale pubblico più spesso perchè trovo più semplice registrare video e programmarli in anticipo anche di settimane, quindi lì potete trovarmi con nuovi video e romanzi!
Oggi, comunque, sono qui per proporvi la mia tessera del Domino letterario. La mia è la prima tessera della prima giornata, di conseguenza è quella che ha poi portato alla scelta degli altri romanzi. Comunque, il romanzo di cui ho scelto di parlarvi è Kitchen di Banana Yoshimoto, primo libro che leggo dell'autrice che è anche il suo romanzo d'esordio (edito Feltrinelli al prezzo di 8.50 euro in cartaceo e di 4.99 euro in digitale - potete acquistarlo qui).


"Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina...". Così comincia il romanzo di Banana Yoshimoto, "Kitchen". Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, e rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la famiglia si può non solo scegliere, ma anche inventare. Così il padre del giovane amico Yuichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità. Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all'attenzione del pubblico italiano mostrando un'immagine insolita del Giappone , con un linguaggio fresco e originale, quasi una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga.

Questa edizione del romanzo presenta due storie con lo stesso concept di base ma differenti tra loro. La prima è Kitchen, divisa in due parti con la quale la Yoshimoto ci racconto la storia di Yuichi e Mikage, due ragazzi che si incontrano per caso grazie alla nonna di Mikage e che si sosterranno a seguito della perdita di alcune delle persone che sono loro più care. 
Mikage ama la cucina, un luogo che per lei rappresenta un rifugio sicuro, un luogo dove potersi rilassare quando la vita non va' come sperato, Yuichi, invece, lavora con le piante ed è un ragazzo schivo che tende a fuggire dalle situazioni complicate. I due non hanno molto in comune se non quell'atmosfera mortale che ha sempre caratterizzato le loro vite e che li attrae l'uno verso l'altro ma che, allo stesso tempo, li spinge a respingersi. 

E' una storia davvero toccante e piena di significato narrata attraverso i gesti e gli oggetti più che attraverso le parole, una storia nella quale superstizione e fantasia convivono rendendo queste vicende apparentemente ordinarie, magiche e speciali. La prima cosa che ho notato iniziando a leggere questo breve romanzo è lo stile dell'autrice, uno stile che mi spingeva a continuare a leggere nonostante la stanchezza e gli occhi che mi si chiudevano, uno stile che cattura il lettore, travolgente nella sua semplicità e essenzialità. La Yoshimoto è riuscita a stupirmi piacevolmente come, tempo fa, aveva già fatto Murakami con il suo Norwegian Wood e io ho apprezzato ogni singola pagina di questa breve ma intensa storia che la Yoshimoto ha voluto raccontarci. 

Il secondo racconto, Moonlight shadow, ha dei toni molto più fantastici rispetto al primo ma, di quest'ultimo, mantiene le tematiche quali quella del lutto e del superamento del dolore dovuto alla perdita di qualcuno di fondamentale nella nostra vita. La protagonista è Satsuki, una giovane donna che ha appena perso il suo grande amore adolescenziale e che non è ancora riuscita a superarne la perdita. Satsuki, per cercare di non pensare a ciò che ha perduto per sempre, corre tutte le mattine all'alba e si ferma sul fiume che era stato il luogo più importante per lei e Hitoshi, il suo fidanzato. E' proprio sul ponte che Satsuki incontra Urara, una strana ragazza che la inviterà ad un evento molto raro. Mi fermo qui perchè altrimenti vi faccio spoiler! 

Comunque, anche qui i temi principali sono la morte e l'amore, due tematiche che si intrecciano in un'atmosfera fantastica ma, allo stesso tempo, terribilmente realistica attraverso la quale la Yoshimoto ci trasmette la sofferenza e l'amore dei suoi protagonisti. 
E' un racconto, questo, che mi è piaciuto moltissimo e che mi spinge a continuare la lettura dei romanzi di questa autrice che credo riuscirà a raggiungere le vette delle mie classifiche di autori top.

Romanzo consigliatissimo se amate la letteratura giapponese perchè questo romanzo è un must read, assolutamente!

Cosa ne pensate? Lo avete letto?
Al prossimo post,
Nali <3

6 commenti:

  1. Di questa autrice ho letto "Arcobaleno", di "Kitchen" ho letto uno spezzone il primo anno di liceo e ricordo che mi piacque. Lo devo recuperare!

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  2. Ho sentito tanto parlare dei libri della Yoshimoto, ma non ne ho mai letto nessuno... devo assolutissimamente recuperare! D:

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  3. non ho mai sentito parlare di questa autrice e leggendo la tua recensione mi hai incuriosita. Stefania di Libri e altri disastri

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  4. Non ho ancora letto nulla di questa autrice, terrò a mente questo titolo quando mi deciderò a farlo

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  5. Ho uno strano rapporto con la Yoshimoto. Alcuni suoi testi mi sono piaciuti, altri li ho trovati proprio tremendi, però non ho mai avuto modo di leggere "Kitchen"! Penso gli darò un'occasione :)

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