mercoledì 11 settembre 2019

Victoria di Knut Hamsun - Recensione

Buongiorno lettori e benvenuti, oggi parliamo di Victoria di Knut Hamsun, edito da Lindau Edizioni (al prezzo di 13.00 euro in cartaceo - potete acquistarlo QUI ). 

 

Un amore impossibile quanto tenace lega fin dall'infanzia Victoria, la figlia del castellano, e Johannes, il figlio del mugnaio. Divisi dalle circostanze e dall'estrazione sociale, riescono nondimeno a condividere fugaci momenti di libertà, giocando assieme nel bosco, sull'isola degli uccelli e nella cava di granito. Poi le loro strade si separano quando Johannes si trasferisce in città per proseguire gli studi, ottenendo presto successo come scrittore e poeta. Ma nulla è mutato tra i due innamorati, che continuano a vivere ogni loro pensiero, ogni emozione, ogni evento della loro esistenza attraverso la lente di questo sentimento invincibile, così radicato che neppure da adulti riescono a tacitarlo, macerandosi in un tormento che impedisce loro di vivere a pieno la giovinezza e di crearsi un futuro con altri. Le esigenze della famiglia di Victoria sembrano infine decidere il destino dei due, quando la giovane viene fidanzata al figlio del ciambellano. Un incidente di caccia impedirà questo matrimonio, ma metterà anche in moto una concatenazione di eventi che si concluderà con un tragico epilogo.

Ho scoperto Victoria per caso, facendo un giro in bibliteca e leggendo la trama ho deciso di dargli un'occasione, nonostante non ne avessi mai sentito parlare.

La storia raccontata da Knut Hamsun, autore norvegese di fine ottocento, è quella del figlio di un mugnaio e della figlia di un castellano. Appartenenti a due classi diverse della società, i due si troveranno costretti a nascondere il loro amore e a rifiutarlo. Victoria non è però la storia di un amore, ma è una storia sull'amore, di cui vengono analizzate le diverse sfacettature in diversi ed estesi passaggi. Vengono analizzati diversi tipi d'amore, soprattutto attraverso le diverse relazioni che ci vengono descritte all'interno della narrazione, storie che si intrecciano a quella di Johannes e di Victoria e che confluiscono in un unica storia. 

Nonostante ci siano stati diversi passaggi che mi hanno colpito molto per la loro delicatezza e bellezza, questo libro mi è risultato, nel complesso, confusionario, pieno di digressioni inutili e con discorsi fin troppo dispersivi e vuoti. Ho fatto molta fatica a tenere il passo della narrazione, che spesso si perdeva, cambiava soggetto, luogo o elementi della narrazione senza che il lettore potesse accorgersi del cambiamento. Ho dovuto rileggere alcuni passi diverse volte e la cosa mi ha irritata parecchio. 

Lo stile dell'autore è molto complesso, i suoi dialoghi pieni di parole che non servono a niente, con discussioni che non portano da nessuna parte e molto spesso ripetitive e noiose. I personaggi sono sempre uguali a loro stessi, cambiano umore, ma rimangono statici nelle loro posizioni, burattini maneggiati dalla forza dell'amore. 

Oltre a raccontarci il sentimento più potente al mondo, Hamsun ci parla dell'artista e della sua follia creativa, una forza che può travolgere colui che la possiede. Anche alcuni passaggi dedicati alla vena artistica di Johannes sono molto belli e particolarmente rilevanti, ma non contribuiscono a rendere la lettura più piacevole, semmai più dispersiva. 

Insomma, forse questo romanzo non l'ho capito io, forse non era la storia che faceva al caso mio, ma mi vedo costretta a bocciarlo perchè per quanto la sua scrittura possa essere poetica, Hamsun non è riuscito a catturarmi con la sua storia, non mi ha fatta innamorare dei suoi personaggi e non mi ha trasmesso molte emozioni. Per me è un no, ma magari ad alcuni di voi, soprattutto a coloro a cui piacciono le storie senza una vera e propria trama, piene di flussi di coscenza e di tante digressioni, potrebbe piacere, chissà!

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?
Al prossimo post,
Nali <3

martedì 10 settembre 2019

Nevernight - Mai dimenticare di Jay Kristoff - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di uno dei romanzi più amati e discussi dell'ultimo periodo, Nevernight di Jay Kristoff, edito Mondadori (al prezzo di 20 euro in cartaceo e di 9.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ). 

 


Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un'arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici - e gli amici - più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all'omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.

Aspettavo quest'uscita da tempo e non vedevo l'ora che arrivasse finalmente in Italia per poter leggere anch'io le avventure di Mia, perchè anche se leggo molto in inglese, leggerlo in traduzione fa sempre il suo bel effetto. 

Mia ha sedici anni ed è determinata a vendicare la sua famiglia, uccida quando lei ancora una bambina per mano di alcuni funzionari del governo di Godsgrave. Decide, così, di intraprendere il percorso che la porterà a diventare una lama della Chiesa Rossa, una scuola per assassini devoti alla madre della notte, Niah. Addestramento ferreo, morte e sangue dominano questa scuola di spietati assassini e Mia dovrà fare di tutto per sopravvivere e raggiungere il suo obiettivo, ammazzare coloro che le hanno portato via tutto.  

La storia di Mia non è facile da leggere, non è un fantasy che possa essere apprezzato da tutti, soprattutti da coloro che non amano i combattimenti, l'azione, il sangue e il sesso esplicito. Tutto questo è in ogni pagina del romanzo, sin dall'inizio, e ci accompagnerà sino alla fine e anche oltre. Nevernight  è un primo volume introduttivo, ma pieno di avvenimenti, pregno di sangue, di emozioni e di vendetta. E' una storia che mi è piaciuta molto e da amante del genere devo riconoscere che Kristoff ci sa fare con il fantasy, senza alcun dubbio. 

Lo stile di scrittura dimostra la grande capacità di Kristoff, spesso risulta molto ampolloso, soprattutto quando a parlare sono determinati personaggi. La capacità di Kristoff è quella di saper adattare il suo linguaggio ai diversi personaggi e alle loro caratteristiche, il che è davvero complesso. La narrazione, inoltre, è frammentata da numerose note a piè di pagine, le quali mi sono sembrata, alla lunga, un rallentamento al ritmo di lettura che, in questo modo, veniva continuamente interrotto. La cosa ha un po' rallentato la mia lettura, ma non è del tutto negativa come cosa, soprattutto considerando che ci sono diversi approfondimenti interessanti. 

I personaggi sono costruiti molto bene, l'autore ha delineato ogni loro sfacettatura di modo che si rivellasse nel momento giusto, rendendo così i personaggi dinamici e in continua evoluzione. Mia è sicuramente un personaggio degno di nota, una protagonista femminile come difficilmente se ne vedono adesso, che mi ha colpito moltissimo e mi ha fatta innamorare di sè sin dalle prime pagine. Mi duole però ammetterlo, ma il mio cuore è tutto di Tric, con la sua gentilezza, la sua arguzia e il suo stile mi ha conquistato pian piano. 
Gli altri personaggi sono altrettanto interessanti, soprattutto Naev, l'Oratore e la Tessitrice, tre personaggi molto diversi tra loro, tre figure dalle capacità e dalle caratteristiche molto diverse che, a modo loro, aiuteranno Mia o la ostacoleranno, dipende dal punto di vista. 

Per quanto riguarda Woldbuilding e sistema magico, li ho trovati originali e davvero interessanti da leggere. Il sistema religioso che ci viene introdotto, con le sue divinità e le credenze è dettagliato e mi ha incuriosito molto da appassionata di mitologia. Per quanto riguarda la costruzione del mondo in cui si svolge la storia, i diversi regni sono ben delineati, ognuno con le proprie caratteristiche distintive, ognuno con la propria storia e le proprie tradizioni. Spero che tutti questi elementi vengano ulteriormente ampliati nei prossimi volumi, perché rendono la storia ricca ed interessante, dandole quel tocco in più che non guasta mai! 

Ci sarebbero un mucchio di cose da dire su questo romanzo, ma non voglio tediarvi troppo con i dettagli. Vi dico soltanto che, se siete amanti del fantasy, se vi piacciono i libri violenti ed espliciti e cercate una lettura dinamica, piena di colpi di scena, ma anche emozionante, vi consiglio di prendere Nevernight, perchè non ve ne pentire. E' una delle migliori letture fantasy che io abbia fatto nell'ultimo periodo e non vi nascondo che vorrei già tuffarmi nella lettura del secondo volume, e forse lo farò!

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?
Al prossimo post,
Nali <3

sabato 7 settembre 2019

La parata di Dave Eggers - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo del nuovo romanzo di Dave Eggers, La parata , edito Feltrinelli editore (al prezzo di 15 euro per la versione cartacea e di 9.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ).

 

Per commemorare l'armistizio in un paese sconosciuto del Terzo mondo appena uscito dalla guerra, viene commissionata una nuova strada che connette le due metà dello stato fratturato. Sono incaricati del lavoro due uomini che vengono da un paese del Primo mondo, due contractor mercenari. Per ragioni di sicurezza, prima di iniziare, si sono dati degli pseudonimi numerici. Numero Quattro, quello incaricato di guidare l'avveniristica macchina asfaltatrice RS-90, si attiene a una disciplina monastica: devono fare una strada perfettamente dritta, lunga 260 chilometri, e i tempi sono stretti, il lavoro deve essere completato prima della parata celebrativa. Numero Nove, che in sella al suo quad si assicura che non ci siano ostacoli davanti e dietro, è invece in vena di avventure e curioso di ciò che lo circonda. Conosce la lingua locale, mangia le cose del posto invece di limitarsi ai frullati di proteine della razione, fa amicizia come può sulla strada e, in generale, fa di tutto per non attenersi al rigoroso protocollo previsto. Quattro capisce immediatamente che Nove è un "agente del caos", che rischia di compromettere il lavoro e che, peggio, rende più incerto il ritorno a casa. La grande protagonista de "La parata" è l'attesa. Quattro è a modo suo simile al nostro Giovanni Drogo del Deserto dei Tartari di Buzzati: la sua fortezza è la macchina asfaltatrice in cui passa le sue giornate e i suoi Tartari sono il collega Nove e la popolazione locale. Ma il romanzo è anche la storia di scontro vizioso fra i due protagonisti, fra Oriente e Occidente, e fra le due anime contrastanti di Quattro, quella scientifica e quella umana ed empatica. Stranieri in una terra straniera devastata dalla guerra, Quattro e Nove sono protagonisti di un'allegoria che vuole mostrare l'assurdità della loro posizione e le conseguenze della loro presenza.

Primo approccio con Eggers per me e non so se questo sia stata un'ottima scelta o una pessima idea. La parata è un romanzo davvero molto particolare, una storia che nella sua semplicità racchiude sfacettature nascoste e oscure. Non saprei dirvi se gli altri romanzi di Eggers siano altrettanto particolari, ma posso dirvi che questo romanzo è stata una scoperta, nonostante non mi abbia convinta al cento per cento. 

La storia è incentrata su due figure principali, Quattro, il nostro narratore, e Nove. I due sono stati incaricati di asfaltare una stra di 260 km che avrebbe collegato il nord ed il sud di un paese appena uscito da una guerra civile. Quella che ci aspettiamo è una vivida e dettagliata descrizione di quello che la guerra civile ha causato, invece ci ritroviamo a seguire i dettagliati appunti di un uomo che è concentrato solo e soltanto sul suo lavoro e non fa altro che lamentarsi o criticare i comportamenti del suo collega. 

La cosa, all'inizio, mi ha molto interdetta. Sono rimasta sbalordita nel notare quanta poca importanza si stesse dando a ciò che era avvenuto a ciò che non era ancora finito. Poi sono iniziati i dettagli, alcuni cenni e qualche elemento che mi ha fatto pernsare che forse non stavo capendo io dove volesse andare a parare la storia. Per ora posso solo dirvi quello che ho capito, ma saranno solo mie mere interpretazioni di un libro che andrabbe letto anche solo per cercare di carpirne il significato. 

Eggers ci racconta la devastazione di un paese in guerra civile e lo fa senza nominare il paese e senza dare dei nomi veri e propri a coloro che vi stanno lavorando o che vi vivono. Tutto quello che riguarda l'ambientazione è fumoso, pieno di buchi e abbiamo solo qualche indizio per tentare di capire dove ci troviamo, quando e perchè. L'espediente narrativo è la creazione di una strada, una strada che debba collegare il nord e il sud e attraverso gli occhi di Quatto, colui che asfalta la strada con la sua moderna auto, vediamo l'indifferenza e la malizia dell'animo umano, vediamo quanto meschina possa essere la gente nei confronti dei suoi simili, nei confronti dei suoi stessi fratelli. 

Però La parata non mi ha convinta del tutto perchè non si è creato alcun coinvolgimento emotivo da parte mia. Non mi interessava dei personaggi e delle loro azioni e questo ha reso la lettura meno scorrevo e meno interessante. Non è colpa di Eggers, lui scrive davvero bene e la sua storia racchiude tantissimo della nostra epoca, è più che altro un problema che ho avuto io nell'affrontare questa storia. Mi aspettavo qualcosa in più, qualcosa che mi regalasse emozioni contrastanti, qualcosa che risvegliasse in me la voglia di giustizia che questo tipo di storie dovrebbero suscitare, e invece niente, calma piatta. 

Insomma, un bel libro, ma niente di memoriabile a mio avviso. Comunque rimango del parere che se cercate qualcosa che vi parli dell nostra modernità, Eggers e il suo libro fanno assolutamente per voi!

Sicuramente recupererò altro di questo autore, nonostante questo primo approccio zoppicante, quindi se avete qualcosa da consigliarmi fatevi avanti. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

venerdì 6 settembre 2019

Yotsuba& di Kiyohiko Azuma - First Impression

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di Yotsuba& di Kiyohiko Azuma, edito Star Comics (al prezzo di 6.90 euro per la versione cartacea con sovraccoperta - potete acquistarlo QUI).

 

Yotsuba è una bambina curiosa, socievole e un po' stramba: si avvicina a ogni cosa nuova con un entusiasmo irresistibile che finisce per travolgere chiunque le stia attorno!.La prima novità con cui la vedremo aver a che fare è un cambiamento non da poco: il trasloco in una nuova città. Insieme al suo papà, Yotsuba prende possesso della nuova casa e inizia a farsi conoscere nel vicinato, creando situazioni buffe una dietro l'altra. Eccola dunque alle prese con l'altalena, la televisione, la spesa, un acquazzone, una grande caccia alle cicale... e persino con il surriscaldamento globale!

Ero molto curiosa di leggere questo primo volume di Yotsuba&, uno slice of life che sembrava divertente e d'intrattenimento. Nonostante la serie conti ormai 14 volumi in patria e sia ancora in corso, ho deciso di dare un'occasione alla storia della piccola Yotsuba perchè volevo vedere cosa mi avrebbe riservato.

Yotsuba si è appena trasferita in città con il suo papà e da bambina curiosa qual è inizia a girovagare per la città per esplorarla e scoprire sempre nuove cose. E' una bambina instancabile, piena di risorse, indipendente e vivace, un raggio di sole ed un uragano concentrati in un piccolo individuo. 

E' stato bello e, soprattutto, divertente leggere delle avventure di Yotsuba che, devo ammetterlo, un po' mi ha ricordato me da bambina, con la stessa parlantina e la stessa voglia di esplorare il mondo e di non stare mai ferma. E' un primo volume molto divertente e travolgente che si legge in pochissimo tempo e che lascia con il sorriso sulle labbra. Una storia d'intrattenimento davvero ben riuscita e molto valida. 
L'unica pecca che vi riesco a trovare è che non vi è una vera e propria trama all'interno di questo volume, non vi è un filo conduttore che colleghi i diversi episodi, se non i personaggi che ne fanno parte. Questo, a mio parere, è un problema che alla lunga potrebbe rendere la serie inutile e non più d'intrattenimento, ma sono un mero elenco di avvenimenti senza capo nè coda. Essendo già al 14° volume in patria, mi preoccupa un po' la piega che la storia potrebbe prendere, visto che non proporre la stessa narrazione, differenziando gli avvenimenti, diventa ripetitivo e abbastanza noioso. 

Vengono affrontate, attraverso i diversi episodi, alcune tematiche importanti, prima fra tutte quella del riscaldamento globale, il che mi ha sorpresa e rallegrata molto. E' bello vedere come in questi tipi di serie vengano inserite tematiche di interesse mondiale e del tutto attuali nel nostro panorama odierno.

Per quanto riguarda le tavole, lo stile dell'autore è molto particolare, ma devo dire che si sposa bene con l'eccentricità di Yotsuba. Il modo in cui la bambina è disegnata è del tutto diverso rispetto allo stile degli altri personaggi, quindi la nostra piccola protagonista spicca all'interno del gruppo di personaggi che affollano le pagine del suo fumetto. 

Insomma, non posso negare che Yotsuba& sia un manga davvero meritevole e stupendo, ma allo stesso tempo, considerando la miriade di serie che sto seguendo, mi vedo costretta a non continuarlo, per adesso, perchè non riuscirei a seguirlo come vorrei e sarebbe un peccato. 
Comunque, se vi piacciono gli slice of life e le storie divertenti e un po' bizarre, non potete assolutamente lasciarvi scappare Yotsuba, perchè vi sorprenderà e travolgerà!

Cosa ne pensi? Lo hai letto o hai intenzione di farlo?
Al prossimo post,
Nali <3

giovedì 5 settembre 2019

L'abc del Kdrama - Drama in uscita a Settembre

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi nuovo appuntamento con l'abc del kdrama per parla dei drama in uscita a Settembre che, contrariamente alle uscite editoriali, sono pochissimi (per fortuna, visto che devo recuperare ancora un bel po' di roba). Bando alle ciance, direi di cominciare!

Arthdal Chronicles 3

Un fantasy che voglio recuperare dalla sua uscita è Arthdal Chronicles che, apprendo adesso, è arrivato alla terza stagione - urge recupero! La serie segue le vicende di un regno immaginario, Arthdal, che sta per essere devastato da un uomo. Detta così sembra una cagata, ma dalle immagini che ho visto sembra una figata pazzesca!
E' composto da 6 episodi ed inizia il 7 di settembre.
Trama -  Ambientato nell'immaginario regno di Arthdal nell'antichità.
Eun Som è destino a portare devastazione ad Arthdal. A causa degli sforzi di sua madre di salvarlo, affronta diverse peripezie durante la sua infanzia. Una volta cresciuto riappare ad Arthdal.
Ta Gon è un eroe di guerra che ha contribuito a rendere Arthdal una citta prosperora. E' l'individuo più potente del regno e sogna di diventare il primo re di Arthdal.
Tan Ya è nata con lo stesso destino di Eun Som. E' l'erede della tribù Wahan e attraverso diversi pericoli e avvenutre capisce qual è la sua missione.

*trama tradotta da me, se prendete siete pregati di citarmi.*


The Allies - A time for a Green Hero

Uno storico, si, mi ci voleva uno storico. L'unica cosa è che è composto da cento episodi, il che è altamente preoccupante per la sottoscritta, ma ce lo faremo andare bene, dai!
Trama - Ahn Eung Chil è un ricco principe che, dopo uno dei periodi più drammatici della sua vita, divenne Ahn Joong Geun, il personaggio che ha avuto maggiore impatto, durante Imperialismo giapponese in Corea, come capo della milizia coreana.
*trama tradotta da me, se prendete siete pregati di citarmi.*


Flower Crew: Joseon Marriage Agency


Non ero sicura se inserire o meno questo drama all'interno della lista di quelli da vedere, ma mi sembra una storia abbastanza valida e, soprattutto, divertente, quindi alla fine ho ceduto! E poi è uno storico e voi sapete che non so resistere a questo tipo di drama *-*. Composto da 16 episodi, inzierà il 16 di settembre.
Trama - Prima di diventare re, Lee Soo era un semplice maniscalco di provincia. All'età di 23 anni la sua vita è cambiata quando è diventato re di Joseon. Prima di salire al trono egli era innamorato di Gae Dong, che vorrebbe sposare, ma non può farlo in quanto la ragazza è di umili origini. Così si rivolge alla Flower Crew, un'agenzia che si occupa di creare coppie e chiede ai tre gestori di traformare Gae Dong in una nobildonna. 


 When Camellia Blooms


Non sono molto sicura riguardo questo titolo, ma mi sembra abbastanza interessante, quindi se non avrò altro da guardare gli darò un'occasione! E' un semplice romance che, però, va a sfociare nel thriller, analizzando la vita di tre coppie differenti.
E' nel nuovo formato di 32 episodi da 30 min ed inizia il 13 settembre.
Trama - La storia segue le vicendi di Dong Baek e ci mostra come la sua vita sia intrecciata a quella di un uomo buono, uno cattivo e uno squallido. 

 

The Running Mates: Human Rights


Si parla di diritti umani e, come sempre, i coreani si dimostrano al passo con i tempi con drama attuali. Ora sono curiosa di vedere come affronteranno l'argomento!
Composto da 16 episodi, inizierà il 18 settembre.
Trama - Mette in luce le vite di coloro i cui diritti fondamentali non sono stati rispettati da un ispettore della commissione per i diritti umani, il quale non ha il diritto nè di investigare nè di perseguire. 

 Melting me softly


Si parla di ibernazione e di esperimenti scintifici andati male, insomma, qualcosa di interessante e abbastanza nuovo per la sottoscritta! Sono 16 episodi in totale ed inizia il 28 di settembre.
Trama - Un uomo ed una donna partecipano ad un esperimento che prevede che vengano ibernati per 24 ore, ma si sveglieranno vent'anni dopo a causa di un accadimento misterioso. Una volta fuori dall'ibernazione, scoprono un effetto collaterale alla procedura, infatti il loro corpo deve mantenere una temperatura di 31.5 gradi perchè loro possano continuare a vivere. 

The tale of Nokdu



Una storia d'amore tratta da un webton dallo stesso nome. Sembra molto interessante e poi la protagonista femminile mi piace molto, quindi darò un occasione al drama anche per lei!
Anche questo nel nuovo formato da 32 episodi da 30 min ed inizia il 30 settembre.
Trama - Jeon Nok Du è un uomo con l'ambizione di sperimentare il mondo. E' la definizione di perfezione, con il suo aspetto, il suo cervello e le sue abilità sportive. Dopo essere stato coinvolto in un incidente, si finge donna e si unisce ad una misteriosa comunità all'interno della quale incontra Dong Dong Joo. 



Arthdal Chronicles Season 3 - 07/09
Meet you again - 08/09
The Allies - A time for a Green Hero - 13/09
Flower Crew: Joseon Marriage Agency - 16/09
When Camellia Blooms - 18/09
Secret Boutique - 18/09
Running mates: Human rights - 18/09
Vagabond - 20/09
Miss Lee - 25/09
Melt Me Softly - 28/09
Nok Du Chronicle - 30/09


Quali sono i drama che più vi interessano tra quelli in uscita?
Al prossimo post,
Nali <3

mercoledì 4 settembre 2019

Cassandra di Christa Wolf - Ascolti in rifugio #2

Buongiorno lettori, oggi torno con la nuova rubrica del mercoledì, Ascolti in rifugio e condivido con voi la mia opinione riguardo uno degli ultimi libri ascoltati, Cassandra di Christa Wolf, edito Edizioni E/O e Emons Edizioni (al prezzo di 11.90 euro in cartaceo e disponibile su Audible e Storytel in versione audio - potete acquistarlo QUI in versione cartacea o iscrivervi alla prova gratuita di 30 giorno di Audible QUI). 

 

Cassandra, la veggente figlia di Ecuba e di Priamo, racconta il tramonto e la rovina della sua città e si affollano alla memoria la traversata dell'Egeo in tempesta, l'arrivo a Troia delle Amazzoni, i delitti di Achille la bestia, la rottura con il padre Priamo accecato dal meccanismo inarrestabile della guerra, la vita delle comunità femminili sulle rive del fiume Scamandro, l'amore con Enea.

Avete presente quando avete una passione sopita per qualcosa e poi arriva quella lettura o quella visione che ve la risveglia? Sono sempre stata amante della mitologia greca e dei classici greci in generale, quindi non ho perso tempo e come secondo audiolibro mi sono concessa qualcosa nella mia comfort zone. Il problema, ora, è che non ho il tempo di stare dietro alla mia voglia di leggere l'Iliade, l'Odissea, le Eneide e tutto il resto, quindi sofferenza a non finire, come quella provata da Cassandra in questo libro. 

Cassandra non è una figura che viene approfondita all'interno dell'Iliade, viene citata poco e, in generale, le viene dato poco spessore, visto che l'azione è concentrata ben lontano da lei. Nonostante questo, la figura della veggente è una delle più interessanti dell'intera opera, in quando Cassandra sa quello che sta succedendo, lei conosce il destino di Troia, ma nonostante questo decide di non abbandonarla, continua ad amare la sua gente, il suo popolo, anche se con riserbo, anche dopo tutto ciò che il popolo e la sua famiglia le hanno fatto, ed è proprio qui che sta la magnificenza del suo personaggio. 

Christa Wolf ce la presenta ormai sconfitta e quasi in punto di morte e torna a ritroso per raccontarci dal suo punto di vista tutti gli avvenimenti che, bene o male, tutti noi conosciamo. Cassandra analizza tutto in maniera lucida e metodica, ci narra della morte dei fratelli, dell'abbandono di Enea e di tutto ciò che è venuto dopo, la morte, la distruzione. 
E' una figura distrutta, una voce fuori dal coro che non è stata mai ascoltata e mai lo sarà, ed è straziante sentirle raccontare tutto, sentirle elencare i diversi momenti in cui tutto sarebbe potuto cambiare, in cui i troiani si sarebbero potuti salvare, le verità nascoste, i sotterfugi e tutto ciò che nell'Iliade era rimasto nascosto. 

L'autrice è riuscita a tracciare un quadro completo della personalità di Cassandra, una donna che ha scelto di divenire una veggente, ha voluto diventarlo, ma che ha sofferto molto per la sua decisione. Ci viene mostrato anche il suo lato più fragile, il suo amore per il padre e, soprattutto, il suo amore per Enea, colui che ha lasciato andare. Quello che traspare da questo romanzo è la figura di una donna forte, tenace, ma piena di timore, una donna che ha voluto salvare il suo popolo, ma che non ci è riuscita, una donna distrutta dal dolore e dal rimpianto. 
Ho apprezzato molto lo stile narrativo della Wolf, semplice, incisivo e d'impatto, uno stile che ascoltato ha un effetto completamente diverso, rispetto a quando viene letto. Poi la Mandracchia riesca a dare vita a questo personaggio e alle pagine del romanzo, catturandoti e non lasciandoti sino alla fine dell'ascolto. 

Mi è piaciuto molto il modo in cui la Wolf ha deciso di raccontarci le vicende, attraverso l'analisi psicologico e con l'espediente di una confessione/monologo di Cassandra, la quale è la narratrice onniscente della sua stessa storia. La psicologia dei personaggi è dettagliata e ben scritta, così come la loro caratterizzazione, ogni personaggio ha caratteristiche uniche che lo distinguono dagli altri e che lo rendono unico agli occhi di Cassandra, la quale non manca di darci un suo giudizio riguardo ognuno dei protagonisti di questa triste storia.

Insomma, questo romanzo mi è piaciuto molto, ha risvegliato la greek nerd che è in me e mi ha lasciato tanti sentimenti contrastanti addosso, sopratutto riguardo alcune delle figure principali della storia. Ve lo consiglio se amate la mitologia greca e volete leggere o ascoltare qualcosa che vada al di là dei classici come l'Iliade e l'Odissea, se volete scoprire un'altra faccia della storia. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di farlo?
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Nali <3

venerdì 30 agosto 2019

Ciak si gira - consigli di una filmaholic #23 | Ted Bundy - Fascino criminale

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi torno con un nuovo appuntamento di Ciak si gira e in questo ventitreesimo appuntamento parliamo di Ted Bundy - Fascino criminale, film uscito qualche mese fa e dedicato ad uno dei più famosi serial killer americani di tutti i tempi!

 


Nel 1969 a Seattle, Ted Bundy incontra Liz Kendall, studentessa universitaria e madre single. I due iniziano a frequentarsi e Ted aiuta Liz a crescere la sua giovane figlia, Molly.
Nel 1974, le notizie annunciano la scomparsa di molte giovani donne in tutto Washington e in Oregon, tra cui due rapimenti che hanno avuto luogo in pieno giorno al Lake Sammamish State Park. Un uomo che assomigliava a Ted è stato visto da diverse persone che chiedevano alle donne di aiutarlo a caricare una barca a vela su una Volkswagen Maggiolino. Viene rilasciato uno schizzo dell'aggressore e, dopo centinaia di telefonate, Ted viene arrestato nel 1975. 

Nonostante Ted Bundy sia stato oggetto di numerosi documentari, libri e sia uno dei serial killer più famosi d'america, prima che uscisse il film non sapevo niente su di lui. 
Era una figura molto nebulosa nella mia mente, nonostante sia un'amante dei true crime, come ben sapete. Comunque, mi sono approcciata al film con curiosità e un po' di timore e devo dire che non mi ha affatta delusa!

La storia ci viene narrata dal punto di vista della compagna, Liz Kendall  (il cui vero nome è Elizabeth Kloepfer), la quale ha convissuto con lui per almeno dieci anni. Sin dall'inizio notiamo la diffidenza di Liz nei confronti del suo ocmpagno, il modo in cui sparisce e poi ricompare, il suo essere sempre sfuggente, il suo trovare scuse per giustificare i continui arresti della polizia. Nel film non vediamo gli omicidi, non vediamo cosa Ted fa alle sue vittime, vediamo, invece, il dolore di Liz, vediamo l'uomo che amava attraverso i suoi occhi e ci sembra impossibile che un uomo così sia un serial killer. 

La bellezza di questo film sta non solo nelle interpretazioni di Zac Efron e Lily Collins, i quali hanno saputo rendere al meglio queste due figure, ma anche nel fatto che il film ricalca alla perfezione ciò che è successo. Infatti, intere riprese del processo sono state riprese per essere inserite nel film, i dialoghi sono uguali a quelli delle confessioni originali di Ted, così come i vestiti e il suo modo di essere ricalcano perfettamente quello che i video dell'epoca ci mostrano di quel criminale insospettabile che era Bundy. 

Straordinario Zac Efron nella sua interpretazione di Ted Bundy, è riuscito a rendere al meglio le diverse sfacettature di una figura complessa, disturbata e disturbante, un uomo che è riuscito ad ingannare migliaia di persone e che lo ha fatto con il suo carisma. Efron, da molti sottovalutato, si è dimostrato completamente all'altezza del ruolo e ha tenuto in piedi il film con la sua interpretazione. 
Anche Lily Collins è eccezionale nel suo ruolo, riesce a trasmettere il senso di inquietudine, il senso di colpa e l'amore che la vera compagna di Bundy doveva provare in quel periodo. Lei lo amava, ma sapeva che non era una persona buona e questo traspare benissimo in tutto il film, soprattutto durante il processo (trasmesso a livello nazionale in tv). 

Insomma, se siete appassionati di True Crime e volete vedere qualcosa di veramente fatto bene e recitato in maniera strabiliante, vi consiglio vivamente di recuperarlo, meglio se in lingua originale!
Attenzione, però, potreste avere un po' d'ansia se siete facilmente impressionabili (storia di vita vera - io e le mie amiche abbiamo ancora i brividi a sentire il suo nome...). 

Cosa ne pensate? Lo avete visto a avete intenzione di recuperarlo?
Al prossimo post,
Nali <3

mercoledì 28 agosto 2019

Novecento di Alessandro Baricco - Ascolti in rifugio #1

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi innauguriamo una nuova rubrica, sul blog e sulla pagina Instagram, dedicata agli audiolibri. Come avrete capito dal titolo, la rubrica di intitolerà Ascolti in rifugio e la userò per condividere con voi le mie opinioni riguardo gli audiolibri che ascolto. L'appuntamento di oggi è dedicato a Novecento di Alessandro Baricco, edito Feltrinelli in versione cartacea e digitale e da Emons edizioni in versione audio (al prezzo di 6.50 euro in cartaceo, di 3.99 euro in digitale e disponibile su Storytel e Audible - potete acquistarlo QUI o iscrivervi alla prova gratis di 30 giorni di Audible QUI ). 

 

Un monologo. Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Viginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.

Sono finalmente tornata a Baricco e l'ho fatto in una modalità completamente nuova e questo, forse, ha contribuito ad aumentare la mia fascinazione nei confronti di questo autore.
La prosa di Baricco è quasi poetica da leggere, ma da ascoltare è qualcosa di assolutamente piacevole ed emozionante, infatti, ho avuto i brividi per quasi tutta la narrazione. 

La storia ci viene raccontata attraverso un monologo, un lungo discorso commemorativo fatto da uno degli uomini che, saliti sul Virginian, uno dei più grandi transatlantici degli anni venti, sono entrati in contatto con Novecento, un pianistra straordinario, un uomo fuori dal comune, una persona di cui non vi pentirete di ascoltare o leggere la storia.

Attraverso la voce di uno dei musicisti che lo hanno accompagnato durante i suoi concerti sulla nave, la storia di Novecento prende vita, così come i suoi personaggi che ci appaiono come persone reali, che potremmo incontrare camminando per strada o facendo un viaggio in nave. Ogni personaggio è caratterizzato in maniera dettagliata, ma mai fredda, ognuno di loro ci regala un pezzo di sè durante la narrazione, soprattutto la voce narrante e Novecento, i protagonisti di questa strana ed emozionante storia. 

Baricco sceglie ancora il mare come mezzo per raccontare le avventure dei suoi personaggi, come elemento portante di una narrazione particolare e intrigante. Il mare fa da padrone in queste poche pagine che Stefano Benni ci narra con maestria, quasi fosse egli stesso un personaggio del romanzo e non solo un elemento naturale incontrollabile e feroce. E' straordinario ed emozionante scoprire man mano il legame che si è creato tra Novecento e il mare, due elementi affini, inarrestabili ognuno a modo proprio, inseparabili. 

Volevo leggere questa storia da tempo, ma ascoltarla è stato, se possibile, più emozionante e interessante, perchè la prosa di Baricco prende vita quando letta a voce alta e ci regala emozioni forti e riflessioni piene di significato. 

Insomma, non posso fare altro che consigliarvi vivamente di recuperare questa storia che, seppur molto breve, è emozionante e avvicente. Indipendentemente dalla modalità con la quale deciderete di approcciarvi a questo romanzo, vi assicuro che non ve ne pentirete, soprattutto se amate un tipo di prosa quasi onirica e molto particolare, come quella di Baricco.

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di recuperare questo romanzo? 
Se vi va, mi farebbe piacere ricevere i vostri feedback riguardo questa nuova rubrica dedicata agli audiolibri!
Al prossimo post,
Nali <3 

martedì 27 agosto 2019

I senza cuore di Giuseppe Conte - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo di I senza cuore di Giuseppe Conte, edito Giunti (al prezzo di 19.00 euro in cartaceo e di 9.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI ).

 

Anno Domini 1116, la Grifona salpa dal porto di Genova con 192 anime a bordo: la rotta è verso il burrascoso Atlantico e le brume della Cornovaglia bretone, dove un monastero pare custodisca un misterioso manoscritto. Il suo comandante Guglielmo il Malo, della famiglia degli Embriaci e trionfatore alla Prima Crociata, è segretamente in cerca della verità sul Vaso di smeraldo, portato a Genova come bottino di guerra e dono della Regina di Saba a Salomone, presente sulla tavola dell'Ultima Cena di Nostro Signore. È davvero l'originale? O è un clamoroso falso? Ma Guglielmo, l'ingegnoso costruttore di macchine da guerra, è subito costretto a calarsi nei panni di un riluttante detective, per indagare col fedele, sveglio scrivano Oberto da Noli, narratore di tutta la storia, sui delitti di un efferato serial killer che semina il terrore a bordo della sua galea nelle notti di luna nuova: tre ufficiali sono stati uccisi uno dopo l'altro e lasciati con il petto squarciato e senza cuore. Fra dramma e leggenda, bonacce e tempeste, scarsità di viveri e malattie che riducono l'equipaggio a 109 anime, fra incontri con pirati e Vichinghi ma anche ammutinamenti, Giuseppe Conte scrive un romanzo corale, ricco di suspense e colpi di scena: protagoniste sono le crociate e le conquiste della sua grande Genova, ma anche la pace e la nonviolenza che vedono Conte in persona prestare un po' della sua voce al mastro d'ascia sufi Yusuf Abdel Rahim, alias Giuseppe Pietrabruna. Un thriller storico mozzafiato e anche la rocambolesca avventura di un'emancipazione femminile: quella di Giannetta Centurione, la giovane cavallerizza e arciera che si ribella alla volontà del padre e della matrigna e che si staglia infine come la polena di una galea.

Un thriller storico era quello che mi aspettavo, ma non è quello che ho trovato tra le pagine di questo romanzo. La storia narrata è quella di un capitano che si ritrova a dover far fronte ad una serie di omicidi che sconvolgono la sua nave. Dovrà indagare, ma i dilemmi continueranno a moltiplicarsi senza mai districarsi. 

Dalla breve trama che vi ho scritto sopra potreste pensare che mi sto sbagliando, che in realtà questo è un thriller storico, ma non fatevi ingannare, la storia della Grifona è solamente una cronaca di eventi lenta e ripetitiva, una storia che se non si fosse dilungata in inutili digressioni sarebbe potuta anche risultare interessante, ma non lo è. Sin da subito la storia non mi ha coinvolta, non mi sono affezionata ai personaggi e ho fatto fatica sino alla fine nel memorizzare la sfilza di nomi e cognomi che ad ogni pagina venivano introdotti senza sosta. L'ho trovato un libro noioso, troppo prolisso e scritto discretamente, neanche lontanamente vicino ad essere un libro degno di nota. 

La trama non ha risvolti particolarmente interessanti o inaspettati, quindi la narrazione risulta piatta per la maggior parte della lettura, solo verso la fine la storia si fa più interessante, ma non troppo. Mi aspettavo qualcosa in più, era una trama che poteva essere sviluppata meglio e in meno pagine, a mio parere. 

Dal punto di vista dei personaggi, essi sono ben caratterizzati e, anche se a fatica, riconoscibili in quelli che sono i loro tratti fondamentali. Ma sono troppi e troppo poco rilevanti perchè ci si possa affezionare a loro o perchè si possano avere anche solo simpatie o antipatie nei loro confronti. Molti di essi sono anche persone realmente esistite e questa è, forse, la cosa più interessante del romanzo. 

La ricostruzione storica è l'unico punto forte della narrazione, è fatta in maniera accurata e dettagliata, forse anche troppo. Viene descritto alla perfezione il clima sociale, economico e politico del periodo e gli intrighi tra le diverse famiglie di Genova sono la cosa più avvincente narrata all'interno del libro, o perlomeno la cosa a cui mi sono appassionata maggiormente durante la mia lettura. Anche il folklore bretone, anche se poco presente, mi è risultato interessante, soprattutto perchè vengono riportati elementi collegati a storie che conoscevo, seppur parzialmente o in maniera superficiale.

Insomma, un romanzo che non mi ha lasciato niente se non un lieve blocco del lettore, una storia piatta e senza colpi di scena particolarmente rilevanti e con personaggi ben caratterizzati, ma troppo numerosi. I senza cuore non è una storia che vi consiglio, soprattutto se cercate una storia avvincente e piena di colpi di scena e avventure. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto? 
Al prossimo post,
Nali <3

giovedì 15 agosto 2019

Suits - L'arte di essere avvocati

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi torniamo a parlare di kdrama e, in particolare, voglio parlarvi di Suits, rivisitazione coreana della serie tv americana dedicata agli avvocati. Era da tempo che avevo pronta questa recensione, ma per un motivo o per un altro non ho mai condiviso con voi la mia opinione, così eccomi qui!


Trama


La storia narrata è quella di Go Yeon Woo, un orfano che ha la grande capacità di ricordare qualsiasi cosa legga e capisca. Yeon Woo cerca di tirare avanti e di mantenere sua nonna nella casa di riposo dove si trova al momento ed è in questo modo che si invischierà in qualcosa di molto pericoloso. Scappando dai suoi problemi Yeon Woo avrà l’occasione di incontrare Choi Kang Seok, uno stimato avvocato che sta cercando un nuovo associato per la firma per la quale lavora, Kang&Ham. Kang Seok cerca qualcuno che possa diventare come lui e, notando un certo qualcosa in Yeon Woo, decide di dargli un’occasione, nonostante quest’ultimo non sia abilitato per essere un avvocato. La storia si sviluppa in sedici episodi durante i quali Yeon Woo apprenderà che il mestiere dell’avvocato non è semplice, soprattutto quando i casi che si stanno seguendo non possono essere affrontati come vorremmo.
Commento

Il grande punto forte dell’intera serie è, a mio parere, il modo in cui riesce ad esprimere, attraverso i due protagonisti principali, ma anche grazie ai personaggi secondari, la lotta tra etica e lavoro, tra ideali e dovere, infatti la serie mette in evidenza come sia complesso conciliare ciò che noi consideriamo giusto o sbagliato con ciò che ci viene chiesto o imposto di fare. Questo è forse il tema principale dell’intero drama, oltre la divisione tra legalità e illegalità che, molto spesso, diviene quasi nulla, soprattutto in determinate situazioni.
E’ una serie estremamente interessante sia dal punto di vista delle tematiche che dal punto di vista della storia perché tutto ciò che viene rappresentato contribuisce a dare un’immagine chiara e crudele della nostra realtà, divisa in maniera eterogenea tra giustizia e ingiustizia.
Insomma, per quanto riguarda le tematiche, c’è tutto ciò che avrei sempre voluto vedere in un legal drama!

 
Parlando della storia, oltre quella principale, ci sono alcune sottotrame che vanno poi a confluire nella storia principale e che danno dinamicità all’intera narrazione. La storia di Yeon Woo presenta numerose sfumature, vi è la storia d’amore, che in realtà è marginale rispetto a tutto il resto della storia, non viene sviluppata più di tanto e forse a questo ha contribuito il fatto che, almeno secondo me, non c’è molta chimica tra i due protagonisti, o almeno io non l’ho percepita. Poi abbiamo la storia famigliare e personale, che molto spesso influenzano gli atteggiamenti di Yeon Woo e le sue decisioni, la lotta interna a Kang&Ham, prima tra Choi e Chae e poi tra Kang e Ham e il rapporto tra Kang Seok e Yeon Woo che è splendido, questi due insieme mi hanno fatta ridere e piangere a non finire e trovo il loro rapporto davvero ben sviluppato, soprattutto perché Kang Seok diventa non solo il mentore di Yeon Woo, ma anche un amico e, molto spesso, un confidente. 

Dal punto di vista dell’interpretazione, i protagonisti mi sono piaciuti moltissimo, forse l’unico personaggio che non mi ha convinto a pieno è Ji Na, la protagonista femminile, che non ha una grande mimica facciale e che, a mio parere, poteva interpretare il suo ruolo in maniera differente. Oltre questo, non ho riscontrato particolari difetti nel drama che, nel complesso, mi è piaciuto moltissimo!
Insomma, Suits è un legal drama con i fiocchi, un concentrato di tematiche forti, scene divertenti, scene drammatiche e insegnamenti che ognuno di voi dovrebbe assolutamente guardare se ancora non lo ha fatto!

Cosa ne pensate? Lo avete visto?
Al prossimo post,
Nali <3