venerdì 6 aprile 2018

Shadowblack - Il fuorilegge di Sebastien de Castel - Recensione

Buongiorno a tutti lettori, oggi vi parlo di Shadowblack - Il fuorilegge di Sebastien de Castel, edito da Piemme (al prezzo di 17.00 euro in cartaceo e di 6.99 euro in digitale - potete acquistarlo qui).


Il sedicesimo compleanno di Kellen si avvicina e con esso il momento in cui dovrà affrontare il suo primo duello e cominciare le quattro prove che lo faranno diventare un mago. C'è solo un insignificante, trascurabile problema: Kellen non ha magia. La disfatta sembra ormai inevitabile, quando una straniera arriva in città e lo sfida a prendere un diverso cammino. La donna appartiene al misterioso popolo Argosi, viaggiatori che vivono del proprio ingegno e custodi di grandi segreti racchiusi nelle loro carte. Ferius Parfax è pericolosa e imprevedibile, ma potrebbe essere l'unica speranza di Kellen.

Il romanzo di cui vi parlo oggi mi attirava moltissimo perchè ero da tanto che non leggevo un bel fantasy e mi andava di cominciare una nuova serie fantasy! Devo dire che, nel complesso, sono rimasta abbastanza soddisfatta di questa lettura, nonostante ci siano alcune cose che non mi sono proprio piaciute. Vi ho già anticipato qualcosa nel wrap up di marzo (che trovate qui), ma partiamo dall'inizio. 

La storia che ci viene raccontata è quella di Kellen, un ragazzo che alla soglia dei suoi sedici anni non ha ancora acceso nessuna fascia del potere.  Le fasce del potere sono dei tatuaggi che i figli degli Jan'Tep ricevono da bambini e che, una volta attivati, permettono di accedere ad alcune forme di magia connesse agli elementi della natura. Kellen, non avendo acceso nessuna fascia, rischia di diventare uno Sha'Tep, quella parte del popolo che, non avendo superato le prove per maghi, lavora al servizio delle grandi case dei maghi Jan'Tep. Con la sua astuzia e qualche trucco, Kellen cercherà di superare le prove ma ben presto scoprirà una realtà molto più oscura che lo riguarda. Ad aiutarlo nella sua avventura ci sarà una nomade Argosi, Ferius Parfax e un animaletto un po' fuori dal comune. 

Per quanto riguarda il world building e il sistema magico non ho niente da obiettare, in quanto mi è piaciuto tutto, da come è stato sviluppato il sistema magico, alle prove per maghi, sino al mondo e alla società degli Jan'Tep in sè. La cosa che, in realtà, non mi è piaciuta moltissimo del romanzo è stata la presenta dei nekhek o feliscoiattoli che, in sè, non mi hanno poi disturbato tanto, ma che, diventati centrali nella narrazione, l'hanno resa, a mio parere, abbastanza ridicola. 
Capisco le intenzioni dell'autore di ironizzare e di dare un senso a degli animaletti che avevano un ruolo marginale nella narrazione, ma il ruolo dei feliscoiattoli e di Reichis in particolare non mi è piaciuto e questo ha rovina una lettura che sarebbe potuta entrare nella mia top ten dei libri fantasy della vita!

Insomma, vi consiglio di leggere questo romanzo per l'aspetto fantasy della narrazione, per il sistema magico e per il world building, ma non mi sento di promuoverlo a pieni voti per via di questi piccoli dettagli che hanno rovinato la mia esperienza di lettura del romanzo... 

Cosa ne pensate? Lo avete letto? Vi è piaciuto?
Al prossimo post,
Nali <3

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