lunedì 12 giugno 2017

Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso - Recensione

Buongiorno a tutti e benvenuti, oggi voglio parlarvi di Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso, edito Garzanti (al prezzo di 8.99 euro per la versione digitale, 16.40 euro per la versione cartacea e di 9.90 euro per la versione cartacea - potete acquistarlo QUI)

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Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l’altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. 

"(...) quando vi è un contatto fra due persone avviene sempre una contaminazione reciproca.(...) Non esiste interazione che non lasci un segno anche su chi sembra non riportarne alcuno." 

Sono ritornata nel mondo di Vani Sarca subito dopo aver terminato il primo romanzo della serie perchè mi mancavano le sue avventure, le sue battute sarcastiche e la sua determinazione e questo romanzo non mi per niente delusa, al contrario ritengo che sia anche meglio del primo!

Vani ha ora due lavori, il suo vecchio lavoro da ghostwriter e il suo nuovo lavoro come consulente della polizia. Il romanzo inizia subito con un nuovo lavoro per la ghostwriter e con qualche consulenza per la consulente che darà il meglio di sè alle prese con un criminale troppo pieno di sè per accorgersi di essere stato incastrato da due donne all'apparenza ingenue e incompetenti.
Ma la vera indagine del romanzo inizierà grazie al suo lavoro di ghostwriter per una vecchia cuoca di una delle famiglie più influenti di Torino. Vani riporterà alla un caso che aveva fatto scandalo cinque anni prima e confrontandosi con Berganza deciderà di indagare sui nuovi indizi a proposito di uno degli omicidi che più aveva fatto scalpore nella sua città.
Tra ricette, una autrice fasulla e piena di fronzoli, una vecchietta con una memoria formidabile per la sua età e con mille aneddoti da raccontare Vani Sarca svolgerà il suo doppio lavoro, scoprirà nuove passioni e aiuterà coloro che gli stanno più a cuore, anche se non lo ammetterebbe mai.



In questo romanzo abbiamo la possibilità di conoscere più profondamente sia il commissario che a famiglia di Vani. Mentre nel primo romanzo avevamo incontrato la famiglia Sarca solo attraverso dei flashback, in questo romanzo la famiglia Sarca si riunisce al completo permettendoci di capire le dinamiche di una famiglia perfetta con una pecora nera a rovinare l'idillio.
Inoltre, conosciamo anche una delle persone più importanti per il nostro caro commissario, suo nipote Ivano, figlio di sua sorella Ofelia che avrà un ruolo fondamentale in una parte del romanzo che rimane estranea alle indagini ma che ci fa capire quanto, contrariamente a quanto lei cerchi di dimostra, la nostra Vani tenga alle persone che le stanno attorno.
Inoltre, incontreremo ancora delle vecchie conoscenze che, non sempre gradite, faranno la loro apparizione qua è là per portare scompiglio nella vita già abbastanza incasinata della protagonista.

Insomma, un romanzo pieno di avventure con il quale non ci si annoia mai, divertente, serio, dinamico e scritto davvero molto molto bene. Lo stile è scorrevole e un capitolo tira l'altro. I colpi di scena sono frequenti e le piste da seguire molteplici ma, alla fine, come afferma sempre Berganza, i criminali nella vita reale sono sempre persone banali come i loro crimini.

Quindi, vi consiglio vivamente di leggere questa serie se non lo avete ancora fatto perchè non vi deluderà, vi terrà attaccati alle pagine e vi farà divertire e emozionare, pensare e imparare. Un romanzo davvero ben scritto che andrebbe letto, soprattutto se appassionati di scrittura, lettura e di investigazioni perchè la nostra Vani con il suo compare Berganza non hanno niente da invidiare agli investigatori dei più famosi romanzi mai scritti!

Cosa ne pensate? Lo avete letto?
Al prossimo post,
Nali <3

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