martedì 9 aprile 2019

Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton - Recensione

Buongiorno a tutti lettori e benvenuti, oggi parliamo del libro più discusso del momento, Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton, edito Neri pozza (al prezzo di 18.00 euro in cartaceo e di 9.99 euro in digitale - potete acquistarlo QUI).


NON LEGGETE LA TRAMA SE NON VOLETE SPOILER!

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell'alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento - la morte del giovane Thomas Hardcastle - ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d'artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell'attimo in cui esplodono nell'aria i preannunciati fuochi d'artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell'acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L'invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell'acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l'assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House...

Erano mesi che continuavo a cercare un thriller che fosse realmente degno di questo nome, poi è arrivato Le sette morti di Evelyn Hardcastle e finalmente ho capito di averlo trovato!

Il romanzo è ambientato a Blackheat, la casa di famiglia degli Hardcastle dove, durante una festa, Evelyn Hardcastle muore. Queste sono le premesse di un thriller imprevedibile, pieno di colpi di scena e che, alla fine, si rivelerà essere molto più di quanto chiunque di noi potesse aspettarsi, credetemi, nonostante io avessi intuito vari elementi (piccoli particolari), non sono riuscita neanche ad immaginare quello che mi sono ritrovata a leggere alla fine. E' una storia organizzata magnificamente, l'autore ha saputo gestire ogni più piccolo indizio, ogni incastro e ogni tranello e l'ha fatto con una maestria non da tutti. E' molto difficile organizzare un romanzo dall'intreccio così complesso e devo fare i complimenti a Turton perchè lui c'è riuscito senza scivoloni, o, perlomeno, senza grandi scivoloni. 

Lo stile di scrittura è molto basico, non si distingue per originalità, ma è molto scorrevole, infatti il romanzo si legge molto velocemente ed è così coinvolgente che i capitoli volano via uno dietro l'altro senza che il lettore se ne accorga. Mi sono ritrovata più di una volta a non volermi staccare dal romanzo, nonostante fossero passate ore da quando mi ero seduta a leggerlo e questo non mi capitava con un thriller da moltissimo tempo. 

Per quanto riguarda i personaggi, ognuno di loro è imperfetto a modo suo, ognuno di loro ha come caratteristica un vizio (sembra che Turton abbia assegnato ad ognuno di loro un vizio capitale), sono personaggi imperfetti, ai quali è impossibile affezionarsi, sono come pedine di un gioco,solo che mantengono, a modo loro, ognuno le proprie caratteristiche, preservando la loro umanità.

L'unica critica che mi sento di fare a Turton è sulla gestione del finale. Non voglio fare spoiler, quindi solo chi ha letto il romanzo potrà capirmi, ma vi dico che secondo me Turton poteva allungare un po' il romanzo e darci un assaggio di quello che succede dopo la risoluzione del caso. Il delitto è risolto, ma Turton ha introdotto un elemento che poteva ancora essere sviluppato, che avrei voluto fosse stato sviluppato, perchè era promettente e davvero molto interessante. Questo, ovviamente, è il mio parere personale e nulla toglie al fatto che il romanzo sia più che valido già così com'è. 

Mi è piaciuto molto, non lo avevo ancora detto, è un romanzo pieno di colpi di scena, di intrighi e di misteri, un romanzo con una tecnica narrativa non originalissima, ma trattata in maniera molto innovativa dall'autore, il che rende questo romanzo unico nel suo genere e assolutamente da recuperare se si è appassionati di thrille/gialli o, molto più semplicemente, se si cerca qualcosa di nuovo che possa tenervi incollati alle pagine e con il fiato sospeso sino alle ultime pagine. Consigliatissimo. 

Cosa ne pensate? Lo avete letto o avete intenzione di leggerlo? 
Al prossimo post,
Nali <3

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